“The geology has not worked out”
Paul Stevens, oil analyst, Chatham House Londra

Il quotidiano economico polacco Puls Biznesu annuncia che l’ENI si ritira dalle estrazioni di shale gas con la tecnica del fracking in Polonia. La notizia e’ stata subito ripresa dall’Agence France Press, che riporta che però l’ENI non ha confermato i suoi intenti. Anche il New York Times riporta la stessa notizia.

L’ENI è entrata in Polonia nel 2010 e possiede tre concessioni, di cui la “Mlynary” che è scaduta il giorno 5 gennaio e le altre due con scadenze non troppo lontane nel tempo. Secondo le fonti di Puls Biznesu, l’ENI non ne chiederà il rinnovo.

A causa dell’abbandono delle concessioni, l’ENI ha anche deciso di non partecipare ai programmi di dialogo con le popolazioni locali sulle conseguenze del fracking e sui propri intenti, come proposto da un programma governativo guidato da Anna Miazaga con lo scopo di allentare le tensioni fra residenti e trivellanti. Proprio come in Romania infatti, anche in Polonia ci sono dei movimenti dal basso di opposizione al fracking, sotto la sigla Occupy Chevron.

La ditta italiana non è la prima a lasciare la Polonia. Già l’hanno fatto le americane Exxon e Marathon Oil e la canadese Talisman, a causa degli scarsi reali quantitativi di gas da scisti di fronte a quelli inizialmente prospettati. Adesso la patata bollente passa all’Ucraina, il prossimo cuore dello shale gas in Europa. 

Tre anni fa, questo titolo spettava alla Polonia. Nel 2011 le classifiche dell’United States Energy Information Administration vedevano la Polonia come il primo paese europeo per riserve estraibili, con addirittura il potenziale di alimentare la domanda interna per almeno 300 anni. In seguito, il Polish Geological Institute di Varsavia abbassò le stime da 35 a 65 anni di riserve.  Accanto a questi numeri anche una ottima disposizione del governo centrale che era molto favorevole alle trivelle perché vedevano il gas locale come un modo per essere indipendenti dal gas di Russia.

La Polonia consuma quattro volte più gas di quanto produce e la maggior parte delle importazioni arriva dalla Russia.  Finora in Polonia hanno trivellato 51 pozzi da fracking. Nessuno di questi è in produzione.  Non è tutto oro quello che luccica. 

Qui maggiori approfondimenti sulla grande bolla del fracking in Polonia.

Qui le proteste dei contadini polacchi ed il movimento Occupy Chevron.