Secondo Caterina Bonvicini – nel suo pezzo sul Fatto Quotidiano del Lunedì definire la depressione endogena o esogena è una semplificazione. “La depressione – verga la scrittrice – è quel groviglio di errori che a un certo punto della vita ti crolla addosso intero. Era tutta colpa mia, insomma. Perché non ero capace di guardarli (o guadarli) con saggezza, i miei errori, con tolleranza. Un po’ da fuori, un po’ dall’alto, un po’ da lontano. Quindi li ho pagati. Succede”.

Come successe anche a me, durante la mia ultima grande depressione del 2001, dalla quale riuscii a riemergere dopo un anno di paralisi, in seguito a sostegno psicoterapico e a psicofarmaci poi sostituiti da un’autoanalisi, grazie alla quale riuscii a oggettivare i miei errori & orrori – siamo sempre i primi responsabili di qualunque cosa ci accada – osservandoli dall’alto, dal basso, da destra e da sinistra & chi più ne ha più ne metta.

E proprio in questi giorni sto cercando di non ricadere nel medesimo gorgo, anche se le motivazioni di questo inizio di depressione trattenuta a stento, sono endogeni ed esogeni, insieme & contemporaneamente. L’inesorabile sopravanzare dell’età, la scomparsa di mia madre e l’isolamento psico-fisico in una magione di cui non riesco a liberarmi per via del ristagno immobiliare, mi fa sentire agli arresti domiciliari in una casa museo blindata, allarmata e sorvegliata 24 ore su 24 dal Corpo dei Vigili Giurati, per via della collezione d’arte contemporanea prodotta da Diana Baylon nel suo storico hermitage immerso tra gli ulivi e i cipressi di Fiesole, già celebre località oggi nota solo agli over fifty, ma ormai in declino priva com’è delle presenze di artisti cosmopoliti come lo svizzero Arnold Boklin o la statunitense Gertrude Stein, tanto per citare solo due dei tanti personaggi nazionali e internazionali, che contribuirono ad attirare a Fiesole la crema del mondo artistico & culturale d’antan, oggi sostituito da un turismo mordi & fuggi, anche a causa della scarsità di parcheggi, di adeguata segnaletica , di prezzi assurdi e di autovelox dissimulati nei luoghi più inutili & reconditi. “Con l’unico scopo di far cassa” – come dichiara senza peli sulla lingua Anna Ravoni, candidata a sindaco nella lista Cittadini per Fiesole – invece, poniamo, di mobilitare il talento cominciando col censire le personalità di spicco del business, della cultura, dell’arte & via discorrendo.

Mentre l’attuale climax fiesolano – rimembra sinistramente l’Isola dei Morti, il celebre dipinto del simbolista Boklin – certo non aiuta chi, come nel mio caso, completa/mente dedico-dedicato a saldare parcelle, emolumenti, tasse & gabelle varie senza fiatare, a fronte dell’assenza anche di un solo euro alla voce entrate, alle prese con una sindrome da isolamento, dopo aver inchiavardato la bellezza di 19 uscite, tra porte e finestre, inserito gli allarmi e richiuso il cancello, esce di casa in auto ritrovandosi in straduzze congestionate da inutili suv e da autocivette con radar incorporato, per non dire della tolleranza zero di vigili & vigilesse ben disposti a riscuotere dosi da cavallo di tributi neo-medioevali, a favore di un Comune che – Anna Ravoni dixet – spende 50 mila euro circa, manca ancora il consuntivo per tutto il 2013, per i cellulari dei dipendenti comunali, per non dire delle spese di rappresentanza e dei relativi rimborsi spese dell’attuale sindaco uscente Fabio Incatasciato, che presenta conti di ristoranti senza precisarne i motivi e senza allegare la lista dei partecipanti, visto & considerato che non si considera (ancora) tenuto a dare i nomi di chi invita al ristorante. A spese dei contribuenti ovviamente.

Sta tutta qui, La Grande Bruttezza di questa squallida italietta triste, come forse non è mai stata, sommersa nel malaffare di miriadi di piccoli poteri – il Potere è da tempo trasmigrato altrove – affratellati dalla mediocrità e sospesi nel vuoto pneumatico di qualunque etica, oltre che di educazione – concause esogene di depressioni sociali e individuali senza precedenti.