“Ancora promesse? Stiamo aspettando i fatti”. Renzi riprova a tendere la mano al Movimento 5 Stelle, ma dall’altra parte il telefono squilla a vuoto. La strategia dei Cinque stelle è ondivaga: prima la reazione a caldo con l’accusa a Renzi di essere “telecomandato” e di ripetere a “pappagallo quello che suggeriscono i suoi mentalisti”. Poi, nel pomeriggio, l’ordine, inviato per sms, dal capogruppo alla Camera Federico D’Incà: non fare commenti, non “cedere alle provocazioni” del leader democratico. I parlamentari non vogliono sentir parlare di accordi, trattative o lavoro collettivo e restano fissi su un unico punto: “Ci dica cosa vuole fare e valuteremo le sue idee, e quelle di chiunque altro, come abbiamo sempre fatto. Ma soprattutto restituisca i rimborsi elettorali del Pd”.

Giuseppe Brescia, futuro capogruppo alla Camera, alle proposte del neosegretario del Partito democratico, raccolte in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, risponde con altre domande. “A che titolo parla Renzi? Forse prima dovrà fare chiarezza all’interno del suo partito. Al governo mi sembra ci sia ancora Enrico Letta. A lui ha detto che vuole abolire il Senato? Noi siamo sempre in Parlamento e facciamo azioni concrete. Venga lì a fare le proposte e vedremo”. Nella lunga intervista, il sindaco di Firenze ha più volte ribadito come il Movimento “da solo non può fare nulla” e “insieme invece faremmo grandi cose”. “Noi le stiamo già facendo”, ha concluso Brescia, “mi sembra che il tentativo maldestro di Renzi abbia solo l’intento di aggiustare il tiro dopo l’uscita sconclusionata dell’ultima volta. Proponendo un patto con noi, ha fatto una figuraccia molto grossa. E’ ora costretto a venire a sfidarci nel nostro campo. Ma con noi i ricatti non funzionano. Con noi parla solo la coerenza”. La risposta resta per i parlamentari quella di Grillo: “Renzi dimostri che fa sul serio, e restituisca i rimborsi elettorali del Partito democratico come l’M5S. Altrimenti la sua sorpresina è una scoreggina“.

Il segretario Pd chiede l’appoggio sull’abolizione del Senato e la riforma del titolo V della Costituzione. Ma il fronte grillino risponde compatto: “Il leader telecomandato“, scrivono in un comunicato, “continua ripetere a pappagallo le storielle che gli suggeriscono i suoi ignoranti mentalisti che nulla sanno né del Pd né (tantomeno) del Movimento 5 Stelle”. E nemmeno la modifica della legge elettorale sembra essere un punto di incontro tra grillini e segretario democratico: “Il nostro gruppo”, risponde su Facebook il deputato Luigi Di Maio, “voterà per il ritorno al Mattarellum, quello del 1993, l’ultimo provvedimento costituzionalmente valido e senza mutazioni genetiche su misura per i partiti. Se Renzi ha paura di perdere le prossime elezioni con il Mattarellum, lo ammetta. Per noi alle elezioni non contano i metodi elettorali, ma la consapevolezza dei cittadini”. Così Roberto Fico lo attacca su Facebook: “E’ l’operazione mediatica che serviva al Pd, lo ‘scintillio di luci’ per illudere, ancora una volta, sull’inizio di una ‘nuova stagione’. E’ quello che serviva per far dimenticare il governo con Berlusconi, per dimostrare di volere uno pseudo rinnovamento, per contrastare il Movimento”.

I primi contatti e i tentativi di dialogo con i 5 Stelle, il sindaco di Firenze li ha cominciati non appena eletto alla segreteria. Ma questa volta i grillini non sembrano intenzionati a dividersi. “Io quando qualcuno propone il dialogo”, commenta il senatore Luis Alberto Orellana, spesso voce critica ma sulla questione allineato con i colleghi, “sono sempre per andare a sentire che cosa ha da dire. Ma questo è ben diverso dal fare un patto o una trattativa. Noi siamo pronti a dialogare con tutti. Questo ancora si fatica a capirlo. Noi discutiamo le idee. E poi se qualcuno vuole lavorare con noi, deve essere pronto anche ad ascoltare quello che abbiamo da dire. Se per noi la priorità dell’Italia non fosse quella di abolire Palazzo Madama? Renzi è pronto ad ascoltare il nostro programma?”. 

Il messaggio di apertura non piace a nessuno dei 5 Stelle, tra Senato e Camera. “Parla per spot”, commenta a ilfattoquotidiano.it la senatrice Elisa Bulgarelli, “e dimostra di non sapere nulla del nostro operato. A noi non interessa chi parla, ma cosa propone. Renzi cerca solo slogan elettorali, ma noi lo aspettiamo al varco. Che cominci a realizzare quelle che promette. Aspettiamo solo di vedere se è capace di concretezza. L’Italia non ha bisogno di un nuovo salvatore che si atteggia a capo del mondo. Dove e come ha deciso la soluzione per il Paese? Noi andiamo in Parlamento e lavoriamo ogni giorno. Pensiamo alle soluzioni e non perdiamo tempo”.