Una candela sul davanzale della finestra nella sera della vigilia di Natale. Un abbraccio simbolico a tutti i magistrati minacciati dalla criminalità organizzata, e soprattutto a quelli di Palermo che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia (leggi). E’ questa l’iniziativa promossa da Mattia Fontanella, Riccardo Lenzi, Stefania Pellegrini (leggi) che hanno creato l’evento sulla pagina facebook: “Una candela per i magistrati in pericolo (clicca qui)“, chiedendo di posare una o più candele su tutte le finestre e i balconi d’Italia.

“Non vogliamo restare indifferenti mentre una inquietante sequenza di minacce piove addosso ai magistrati più esposti, non solo in Sicilia. Il silenzio equivale a un’ipocrita complicità”, si legge sulla pagina dell’evento. Una risposta che parte da Bologna ma punta a coinvolgere tutto il Paese. Uno scudo, simbolico, per proteggere il magistrato di Palermo Nino Di Matteo. Il pm che continua a indagare sul patto tra lo Stato e Cosa Nostra, e che Salvatore Riina ha più volte dichiarato di voler uccidere con attentati che – a detta del Capo dei capi – sarebbero già stati pianificati (leggi). Proprio per queste continue dichiarazioni, il pm è stato costretto a rinunciare all’udienza del processo a Milano (leggi). Una vicinanza dal basso, per sopperire a quella fievole dimostrata dalle istituzioni (leggi).

Una candela “per impedire che l’isolamento produca nuove tragedie e nuovi “eroi”. Per augurare a loro e al nostro Paese un futuro senza mafie, senza silenzi omertosi e senza lacrime di coccodrillo”.