Nella politica italiana ormai non c’è limite al peggio. Nulla è impossibile. In Parlamento si nascondono nominati che dipendono direttamente dalle lobby e fanno solo i loro interessi. È sempre più evidente e fastidioso. Non hanno il limite del pudore. L’odore dei soldi li fa impazzire. Pensano ed eseguono gli interessi dei loro padroni senza alcuna remora. Si travestono da politicanti ma sono degli sciacalli di Stato.

L’Italia è, tra tante altre cose, assediata dalle lobby del gioco d’azzardo e delle slot machine. Un settore dove ci specula lo Stato e anche le mafie. E dove i cittadini si rovinano spendendo ogni loro risparmio. Il tutto con il plauso del Governo.

Come se non bastasse, poi, si scoprono addirittura dei provvedimenti in favore del gioco d’azzardo che non sembrano neanche immaginabili in un Paese normale.

E di ieri l’emendamento 1150 al decreto legge Salva Roma di cui è autrice Federica Chiavaroli, senatrice del Nuovo Centrodestra, che mette nero su bianco la riduzione dei trasferimenti dello Stato agli enti locali che pongono ostacoli normativi al proliferare delle slot machine.

Sì, avete capito bene. L’emendamento è stato già approvato in commissione e in Aula al Senato. I partiti che lo hanno votato, ora che sono stati scoperti, fanno finta di cadere dalle nuvole. Compreso il Pd, dove il nuovo segretario Matteo Renzi dice che questa ‘porcata’ verrà eliminata alla Camera. Una vergogna e una tristezza infinita.

Le leggi in Parlamento sembra servano per trovare di volta in volta escamotage per favorire l’amico o la lobby di turno. E chissà quante norme intruse non vengono messe in luce. La sola idea di mettere certe regole dovrebbe essere punita.

Non è tollerabile che in Parlamento possano essere ipotizzate certe cose contro ogni logica e principio. Ipotizzare di punire gli Enti che vorrebbero impedire o limitare la malattia del gioco e dei suoi gravi effetti socio-economici è frutto di una mente non libera. Francamente non se ne può più.

Ora aspettiamo che qualche parlamentare nominato ed illuminato da qualche suo amico introduca qualche bella norma che preveda che il monopolio del gioco d’azzardo venga concesso alle mafie. Ma forse non ci siamo lontano.