E’ successo a Torino e le immagini hanno fatto il giro dei media e del web. Ma è accaduto anche a Genova e Rho (alle porte di Milano). Durante le manifestazioni “anticrisi” dei Forconi, ieri, gli agenti in divisa anti-sommossa si sono tolti i caschi ricevendo gli applausi dei manifestanti e ottenendo cori a loro favore. Torino e Genova, due piazze abituate alla mobilitazione, dal movimento No Tav al recente sciopero dei trasporti. Così un episodio tanto inusuale durante un corteo diventa un caso. E crea un precedente. Infatti all’indomani di quel gesto, nelle manifestazioni che continuano in tutta Italia, dai cortei la richiesta agli agenti di “replicare” è unanime. “Un gesto che mi ha fatto bene al cuore”, sentenzia il leader dei Forconi Mariano Ferro. Le agenzie di stampa, ieri, hanno accreditato per tutto il giorno la versione delle forze dell’ordine che solidarizzano con i manifestanti.

In serata è arrivata la smentita della questura di Torino, secondo cui i poliziotti che durante le manifestazioni si sono tolti il casco, non lo hanno fatto in segno di solidarietà ma per il ”venir meno dello stato di tensione e delle esigenze di ordine pubblico”. Singolare che le stesse – inedite – condizioni si siano verificate anche in altre piazze. Con una nota la questura precisa che “verso le 10.30, al termine di un intervento disimpegnato da un contingente della Polizia di Stato in questo corso Bolzano, per contenere una improvvisa azione dei manifestanti in prossimità della sede dell’agenzia delle Entrate, i poliziotti in servizio, su disposizione del funzionario responsabile, si sono tolti il casco, essendo venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo”.

Azione preordinata, richiesta dei manifestanti, o gesto improvviso per il venir meno delle condizioni? Comunque siano andate le cose, l’effetto è stato evidente: un lungo applauso da parte dei cittadini presenti, come testimoniano le immagini del fattoquotidiano.it. “Siete come noi”, ha urlato qualcuno di loro ai poliziotti.


video di Cosimo Caridi

Stessa presa di posizione da parte della questura di Genova: “Un comportamento ordinario collegato al venir meno di problematiche di ordine pubblico”. Eppure la versione secondo cui i poliziotti condividono le ragioni della protesta trova sponde politiche. Beppe Grillo ne scrive per due volte sul suo blog: “Sono i gesti di cui abbiamo bisogno. Le forze dell’ordine provengono dal popolo di cui fanno parte”. I giornali di oggi danno grande spazio a quanto accaduto: Il Giornale, in prima pagina titola: “I poliziotti abbracciano l’Italia dei forconi”. Il Secolo XIX sceglie un’apertura simile: “Via i caschi tra gli applausi. Il gesto di agenti e carabinieri che imbarazza il Viminale”. La Stampa: “I poliziotti si tolgono i caschi come gesto distensivo”. Un gesto che resta comunque l’immagine della giornata.

Le forze dell’ordine circondate da fotografi e cameraman si sono fatte riprendere dai media mentre tolgono i caschi. Ci sono strette di mano e qualche pacca sulla spalla. Tutti in posa, per enfatizzare l’atmosfera raccontata da Piepaolo Pasolini sugli scontri a Valle Giulia (“Io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri”). Su Youtube appare anche un altro video sulla protesta, poi “misconosciuta” dai Forconi “per infiltrazioni di esponenti di estrema destra e ultras del Milan”, a Rho, provincia di Milano.

Anche qui gli agenti si slacciano i caschi. Quasi fosse un gesto cercato, concordato, come conferma l’entusiasmo con cui è stato accolto dal sindacato di polizia Siulp. “Togliersi il casco in segno di manifesta solidarietà e totale condivisione delle ragioni a base della protesta odierna di tutti i cittadini che hanno voluto gridare basta allo sfruttamento e al soffocamento dei lavoratori e delle famiglie italiane, è un atto che per quanto simbolico dimostra però che la misura è colma – spiega il segretario generale Felice Romano – e che i palazzi, gli apparati, e la stessa politica ormai sono lontani dai problemi reali dei cittadini e troppo indaffarati ai giochi di potere per la propria sopravvivenza e conservazione della casta”. Stesso tenore da Valter Mazzetti, Ugl Polizia di Stato, che interpellato da Il Giornale dice: “Condividiamo e plaudiamo al gesto di quei poliziotti che si sono tolti i caschi in segno di solidarietà con i manifestanti”.

Ma anche i rappresentanti delle forze dell’ordine sono divisi. Pietro Di Lorenzo, segretario generale provinciale del Siap, invita a non strumentalizzare il gesto: “La concomitanza della richiesta di togliere il casco da parte dei manifestanti pacifici con la non sussistenza o il venire meno del rischio per gli operatori, non autorizza nessuno, a qualsiasi parte politica o movimento appartenga, a sostenere la partecipazione attiva ed eclatante delle Forze di Polizia alla manifestazione odierna” . Stessa lettura da parte della Silp (Cgil): “Non fa bene a nessuno strumentalizzare i singoli episodi. Uno dei compiti più difficili nell’ambito delle manifestazioni è quello di garantire questo diritto a coloro che scendono in piazza in maniera pacifica isolando i violenti e i facinorosi che anche nella giornata di ieri hanno purtroppo agito aggredendo le forze dell’ordine”. Sulla stessa linea d’onda l’associazione Funzionari di polizia.  “Strumentalizzare il gesto deipoliziotti che, in una fase di calma ed in segno di distensione, tolgono il casco, rischia di innescare derive pericolosissime nella gestione delle manifestazioni di piazza”ha detto Lorena La Spina, secondo cui “nessuno è autorizzato ad interpretare un gesto di distensione, che è del resto frequente – ha aggiunto – come forma di condivisione delle ragioni di una protesta, svoltasi anche con modalità incompatibili col nostro ordinamento giuridico”.

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