Sono passati vent’anni da quando la prima Twingo fu messa in vendita. Piccola, dalla linea morbida e con quei fari tondi che sembrano gli occhi di una rana, già nel 1993 ispirava simpatia dal primo sguardo. Ma non è solo per questo che, nei suoi 14 anni sul mercato, la prima serie della Twingo fu venduta in 2,5 milioni d’esemplari: a fare la differenza fu la sua geniale semplicità. Per cominciare, era disponibile inizialmente in un solo allestimento e con un solo motore (1.2 da 54 CV, poi aggiornato fino alla versione 16 valvole da 75 CV), E in pochi, allegri colori di carrozzeria.

Aveva quattro posti, anche se fermarsi a dire questo sarebbe riduttivo: la modularità del suo abitacolo, infatti, fece scuola. Il divanetto era scorrevole, così si poteva decidere se lasciare più posto alle gambe o ai bagagli. Quando c’era da trasportare qualcosa di ingombrante, si ribaltavano i sedili posteriori e la Twingo si trasformava in un piccolo furgone a due posti. All’occorrenza, si potevano persino abbattere tutti e quattro i sedili per formare due chaise longue. Ma chi ne ha avuta una ricorda soprattutto l’agilità nel traffico e la facilità di parcheggio. Chi la vede per strada, nota ancora oggi la radicalità del design e delle proporzioni, con le ruote ai quattro estremi della carrozzeria e l’aria da micro-monovolume.

La prima Twingo pesava meno di 900 kg nella sua versione più spartana e misurava appena 343 centimetri in lunghezza. La sua erede, introdotta nel 2007, dovette crescere di 17 centimetri in lunghezza, anche per meglio rispondere alle normative sulla sicurezza. Disponibile per la prima volta anche con motori diesel, a tre porte come la prima serie, nacque sulla piattaforma della Clio seconda serie. La seconda generazione della Twingo – in vendita oggi nella versione restyling – è un’auto decisamente convenzionale rispetto al modello originale.

È alla terza generazione che spetta il compito di scompigliare di nuovo le carte nel segmento delle citycar. La nuova Twingo sarà presentata l’anno prossimo. Il suo aspetto si può intuire guardando la concept car Twin’Z, esposta lo scorso aprile nell’inconsueta cornice del Salone del mobile di Milano. Per la prima volta sarà a cinque porte, e per la prima volta avrà motore e trazione posteriori. La base meccanica, infatti, è condivisa con la nuova serie della Smart, che aggiunge una versione “lunga” a quattro posti alla classica fortwo. Renault e Daimler hanno sviluppato insieme le loro vetture più piccole: tutte adotteranno lo schema “tutto dietro” della Smart e potranno ospitare un sistema di propulsione elettrica. Con il motore posizionato al posteriore, i tecnici della Renault dovrebbero riuscire a disegnare per la Twingo un muso molto piccolo. E avere così la libertà necessaria per creare un abitacolo modulabile e originale come quello della sua antenata: pochi mesi e sapremo se ci saranno riusciti davvero.

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