Pasquale D’Elia capo centrale dello stabilimento Tirreno Power di Vado Ligure, è indagato per disastro colposo. Lo si apprende da fonti della procura della Repubblica riportate dal sito de Il Secolo XIX. Restano invece riservati i nomi degli altri due manager indagati. D’Elia è stato interrogato nei giorni scorsi dai titolari dell’inchiesta, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere in merito alle emissioni della centrale a carbone.D’Elia era stato indagato anche nell’altra inchiesta, condotta dall’antimafia di Genova, per lo smaltimento delle ceneri dello stabilimento.

A inizio novembre era arrivata la svolta della procura di Savona che aveva iscritto una decina di persone sul registro degli indagati per disastro ambientale. L’altro filone era appunto quello per omicidio colposo e lesioni colpose contro ignoti, da cui era scatta l’inchiesta nel 2011. In questo senso si attendono le risultanze di analisi epidemiologiche che valutino la causalità tra decessi ed emissioni della centrale. Secondo uno studio compiuto da consulenti della procura, nell’area della centrale ci sarebbero mille morti in più per cancro rispetto ai parametri scientifici presi a riferimento. L’indagine è condotta dal procuratore Francantonio Granero e dal sostituto Chiara Maria Paolucci. L’azienda si è sempre difesa sostenendo che “Tirreno Power svolge la propria attività produttiva nel rispetto delle normative secondo quanto previsto in termini di tutela dell’ambiente” e recentemente ha messo online i dati sulle emissioni sul suo sito.

A gestire l’impianto è la Tirreno Power, partecipata al 39 per cento da Sorgenia, società del gruppo Cir della famiglia De Benedetti. Gli altri azionisti di Tirreno Power sono Gdf Suez (50 per cento), Iren (5,5 per cento) ed Hera (5,5 per cento).

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