Durante queste settimane sono stato travolto dall’interesse mediatico attorno al Social street. Ormai Via Fondazza non è più famosa soltanto perché qua ha vissuto il pittore Giorgio Morandi o perché John Grisham ha ambientato il suo celebre romanzo The broker.

Questa è la strada dove è nato il Social street. Tutti gli osservatori si sono precipitati ad etichettare il fenomeno secondo modelli precostituiti. Quando in un post del gruppo facebook Residenti di Via Fondazza un ragazzo ha scritto che nel suo palazzo sentiva suonare una chitarra e che gli sarebbe piaciuto prendere qualche lezione, a quel post è seguita la risposta dell’interessato entusiasta di sapere di avere un fan nel suo condominio. I due non si conoscevano e il ragazzo si è offerto di strimpellare qualcosa insieme. Qualcuno ha scritto che il sistema è quello della banca del tempo, in realtà qua siamo un po’ oltre questo concetto. Io faccio qualcosa per il mio vicino solo per il gusto di farlo, non voglio niente in cambio.

La storia di Sabrina è emblematica. Questa ragazza che vive in Via Fondazza ha risposto ad un post di un ragazzo del suo palazzo il quale aveva bisogno urgentemente di una lavatrice perché la sua si era rotta. Il ragazzo voleva sapere se nei paraggi esisteva una lavanderia a gettoni. Sabrina, che vive al piano di sopra ha letto il post e si è offerta di mettergli a disposizione la propria lavatrice. La ragazza non ha voluto niente in cambio, ha semplicemente aiutato un vicino. Ovviamente questo spirito di positività ha innescato lo sviluppo di una rete sociale dalla quale tutti possono trarre vantaggio. Io stesso posso portare la mia testimonianza.

Tre settimane fa ho letto un post nel gruppo di una giovane coppia appena trasferita in questa strada ed in attesa di un bambino, che chiedeva se qualcuno avesse avuto un seggiolino per auto. Per me è stato un piacere prestargli il mio seggiolino che prendeva polvere in cantina. Attraversando la strada ho risolto un problema a questa giovane coppia ed a me non è costato niente e nemmeno volevo niente in cambio. Quando poi il Social street è esploso mediaticamente, ho avuto bisogno di qualcuno che mi aiutasse nell’organizzazione della struttura e grazie al seggiolino, grazie all’amicizia che  è nata con questo neo papà, ho scoperto che lui aveva le competenze per aiutarmi nella realizzazione del sito www.socialstreet.it

Molte persone, molti studenti si trasferiscono in Via Fondazza e non conoscono la città di Bologna, sono innumerevoli i post di richiesta di consigli: qual è il gommista per auto più economico in zona? Se devo fare un aperitivo senza spendere molto dove posso andare? Qual è il veterinario di cui vi fidate?  E la pediatra che sta per andare in pensione, con chi potrei sostituirla? Sono tutte domande che ricevono risposte immediate. Qualcuno ha detto che stiamo replicando l’esperienza dei forum o di Trip Advisor. In realtà il Social street va oltre. Noi lavoriamo per creare un rapporto di fiducia fra vicini. A mio avviso questo sistema funziona meglio di Trip Advisor. Perché dovrei fidarmi di un parere di uno sconosciuto quando invece ho un riscontro del mio vicino di casa che ho conosciuto e di cui mi fido?

residenti-via-fondazzaVia Fondazza sta diventando una piccola comunità molto legata.  Qualche giorno fa c’è stato un piccolo furto in un’abitazione. E’ stata postata la foto della porta scassinata e raccontata la dinamica del fatto. Con un semplice post è stata allertata tutta la strada. Il Social street non richiede tempo o energia, richiede apertura verso gli altri e volontà di condividere. Proprio oggi abbiamo iniziato uno shooting fotografico per realizzare una mostra dal titolo “I Volti di Via Fondazza”. Un fotografo professionista, “fondazziano” (come ci chiamiamo noi amichevolmente) che lavora per Leica (sponsor dell’evento), ha allestito un set fotografico in strada per ritrarre i residenti. Al di là dell’interessante iniziativa, è stato un altro modo per passare dal virtuale di Facebook al reale della strada. E’ stato molto bello incontrarsi e salutarsi, “ciao, io sono il 17”, “ehi, ciao, sei tu quello del post della musica? Sì sono io del civico 57”.

residenti-via-fondazzaA documentare questa giornata era presente anche una giornalista del Clarin, principale giornale argentino e proprio due giorni fa il Social street è stato presentato durante una conferenza sulla Social Innovation all’Università di Economia del Cile. Sarà interessante capire se questo modello potrà essere replicato in altre città in Italia e nel mondo. Intanto le Social street ufficialmente avviate sono ventidue e quest’onda di positività non accenna ad arrestarsi.