Silvio Berlusconi che beffa per l’ultima volta la giustizia italiana, non più con una legge ad personam, ma con un passaporto diplomatico ad personam concesso dall’amico Putin. Di più: con la nomina di ambasciatore di Mosca presso la Santa sede. Altro che Bettino Craxi, che per sottrarsi alle condanne definitive di Tangentopoli finì ad Hammamet da latitante, termine che si addice ai boss mafiosi più che agli statisti. Il Cavaliere, che il 27 novembre potrebbe decadere da senatore e perdere l’immunità parlamentare di fronte a future inchieste ed eventuali ordini di custodia in carcere, avrebbe di fronte a sé la possibilità di caversela in modo assai più elegante e formalmente ineccepibile.

Un’ipotesi che però smentisce lo stesso Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa di lunedì 25 novembre. “E’ vero”, gli chiedono, “che Putin le ha offerto un passaporto diplomatico?”. Il Cavaliere nega ogni supposizione: “E’ un’ipotesi che non ho mai considerato: desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo io sono italiano al cento per cento e non prevedo scappatoie straniere. Nessuna offerta di passaporto, nemmeno per sogno né dalla Russia né da altri paesi”.

Sembra fantapolitica, certo. Ma l’indiscrezione continua a circolare. Tutto è iniziato da un  trafiletto su Il Messaggero, nascosto nelle pagine interne il 20 novembre, quando la cronaca era sovrastata dalla tragica alluvione in Sardegna. Il quotidiano romano attribuisce le voci ad ambienti parlamentari, con alcuni “deputati forzisti” che si sarebbero spinti a dire che Putin avrebbe già nominato Berlusconi ambasciatore presso il Vaticano. Voci che già circolavano “un mese fa”, ma che ora tornano alla ribalta in vista dell’arrivo del presidente russo in Italia, con annesso incontro con papa Francesco, previsto oggi. E che si stanno propagando di giornale in giornale.

Il quotidiano Libero, che da Berlusconi non è lontano, mette tutto all’indicativo presente: “Sì, Vladimir Putin ha intenzione di dare a Silvio Berlusconi un passaporto, un passaporto diplomatico, che gli consentirebbe di passare il resto dei suoi giorni nelle residenze all’estero: Antigua o Bermuda, ma anche Saint Moritz. Idea tutt’altro che assurda, sia per Silvio sia per Vladimir, visto che dopo il sì dell’Aula alla perdita del seggio di Palazzo Madama il leader di Forza Italia non potrà contare più sui privilegi della sua carica”. Qualcuno ricorda il caso di Gerard  Depardieu, l’attore che ha ottenuto la cittadinanza russa per sfuggire al perso del fisco francese.

Fantapolitica, probabilmente, soprattutto per quanto riguarda l’ipotesi vaticana, anche perché pare difficile che papa Bergoglio macchi la sua crociata moralizzatrice prestandosi a un’operazione del genere, accreditando un ambasciatore che, oltre a tutto il resto, è condannato in primo grado per prostituzione minorile. Ma quanto meno queste voci dimostrano la disperazione dell’entourage berlusconiano, che vede chiudersi una a una tutte le vie d’uscita. Niente grazia dal Quirninale, nessun rinvio del voto sulla decadenza, nessuna “pacificazione” con la magistratura, che anzi da Milano apre il fronte di un’inchiesta Ruby bis per le presunte false testimonianze risuonate in aula in favore del leader. Ed ecco allora l’ultima spiagga, il finale da spy story in cui l’ex presidente del consiglio, il leader della destra, l’uomo più ricco d’Italia  fugge al suo destino con l’ultimo, incredibile travestimento.