Alle primarie punta “a prendere il 50%”, ma si dice “pronto al passo indietro per l’Italia”. Matteo Renzi vede vicina la data dell’8 dicembre, fa la sua campagna “elettorale” spedendo telegrammi a tutti. Al governo Letta che “dovrà fare quello che dice il Pd” e al partito che deve smettere di “giocare con le bandierine dell’Imu“. Poi il sindaco fiorentino discute del tema degli ultimi giorni le privatizzazioni? “Servono solo se creano posto di lavoro” e poi prosegue la polemica con Massimo D’Alema. Ad Agorà il primo cittadino parla anche della riforma della giustizia che dovrà essere indipendente da Berlusconi e “gigantesca”. Sul caso Cancellieri-Ligresti e sul premier Renzi ripete la sua opinione: “Ha sbagliato”. Ma sul caso vice ministro dei Trasporti e sindaco di Salerno dice: “Discutibile criticare De Luca dopo che si è schierato per me”.  

Primarie: “Spero di prendere più del 50%”. “Pensavo di prendere un p0′ di meno tra gli iscritti, ma l’8 dicembre spero di riuscire a prendere più del 50% dei cittadini – dice Matteo Renzi -. Ma al di là di quello che prendo, in un Paese in cui tutti si scindono il Pd porta le persone e dice: ragazzi, venite voi a scegliere. Se vinco io il segretario del partito lo faccio io, nel bene e nel male, la faccia e le idee ce le metto io. Le correnti spariscono, la prima quella dei renziani, non vai avanti se sei amico del segretario. Non ci sarà un vice segretario ma una squadra di governo. Ma la faccia ce la metto io, non ci sarà alcun alibi”.

“Non sono contro Letta, sono per l’Italia”. “Non sono contro Letta, sono per l’Italia. Sono disposto a fare un passo indietro sulle mie ambizioni personali se serve a Italia. Il governo deve andare avanti anche fino al 2018, il problema non è quanto dura il governo ma cosa fa: se da una mano all’Italia è bene che vada avanti, se gioca a bandierine sull’Imu è un problema” aggiunge il sindaco di Firenze. “Se andiamo avanti con il governo bisogna fare le cose, il tempo del rinvio è finito. Dal 9 dicembre si fanno le cose sul serio: il governo farà le cose che dice il Pd altrimenti ci arrabbiamo. Il Pd non sta lì a fare il donatore di sangue o la bella statutina, ma chiede che si facciano le cose sul serio”.

Per questo il candidato alla segreteria del Partito Democratico fa la sua lista delle cose importanti: “Se l’8 dicembre vinciamo noi, se accade, andiamo con un elenco di questioni e ci mettiamo d’accordo sul fare o non fare ma su questo ma non si può più fregare. Abbiamo detto che si elimina il Senato, che non si vota più per le province, ho detto cosa fare del Cnel, della Corte costituzionale. A Cuperlo e tutti gli altri dico, non vogliamo far cadere il governo, vogliamo che il governo lavori: è l’opposto. Vogliamo che realizzi le cose che servono agli italiani. Ma non voglio che il governo stia lì fermo”.

“Le privatizzazioni vanno fatte sulla base di obiettivi precisi”. “Le privatizzazioni vanno fatte sulla base di obiettivi precisi. Io non voglio fare il controcanto a Letta, nella rappresentazione mediatica io sono sempre quello che Letta dice qualcosa e io contro. Ma non conosco questa manovra. Il tema è se fai le privatizzazioni bene o no, non è l’idea privatizzo o no. Se crescono ricchezza o occupati va bene” sottolinea il primo cittadino: “Se aumentano posti lavoro ti fa capire se hai fatto bene. Questo è il tema”. Renzi è entrato anche nel merito: “La privatizzazione Telecom l’hanno fatta male, l’ha fatta il governo D’Alema. L’Alitalia è stata una vergogna, l’ha fatta Berlusconi. Così siamo uno a uno. Le Ferrovie, Moretti è stato bravo. Quella dell’Ilva è stata una buona privatizzazione? La privatizzazione dell’Eni è solo per fare un pò di cassa. La Telecom puoi darla a chi vuoi, ma mi interessa che si scorpori la rete”. ”Bene le privatizzazioni, ma solo sesi fanno sulla base di obiettivi precisi, non come ha fatto il governo D’Alema con la Telecom che ha eliminato una bella occasione di ricchezza per il Paese”.

Giustizia, “dovrà essere una riforma gigantesca”. Quella della giustizia dovrà essere una riforma “gigantesca. Basta con questa storia di Berlusconi”, la riforma “non è lui. Riforma vuol dire semplificare” sostiene Renzi che affrontando il tema giustizia ripete il suo pensiero sula caso Fonsai e sul Guardasigilli. “La Cancellieri ha sbagliato. Il fatto che qualcuno si ostini a non riconoscerlo fa male soprattutto alla Cancellieri. A mio giudizio la Cancellieri doveva dimettersi, ma il presidente del Consiglio è andato al gruppo del Pd, l’ha fatto da solo, io gli ho detto che la faccia su questa vicenda non doveva metterla. Al gruppo Pd c’era la maggioranza per le dimissioni ma Letta ha chiesto un atto di responsabilità al Pd. Io adesso aspetto la Cancellieri alla prova dei fatti, dipende dal presidente del Consiglio che ci ha messo la faccia, sono sicuro che porterà la riforma della giustizia”.

De Luca: “Il giudizio su Salerno lo danno i salernitani”. “De Luca non è indagato per le tessere, che risalgono al 2012 quando c’era la segreteria Bersani. A De Luca si può dire tutto ma – afferma il sindaco di Firenze – non che non ha consenso in città, ha fatto il sindaco e lo ha fatto bene e lo dicevo quando lui votava Bersani. Ora De Luca vota per Renzi e subito si dice: bisogna ragionare su De Luca, è discutibile. C’è una indagine a Salerno, per ora lui è uscito da tutto. Il giudizio su Salerno lo danno i salernitani”.

D’Alema arrabbiato perché ha perso con un ignorante. “D’Alema era convito che tra gli iscritti avrebbe vinto lui, cioè Cuperlo. Ha detto che sono ignorante e superficiale, quindi non solo ha perso ma ha perso da un ignorante e superficiale è normale che sia arrabbiato” prosegue Renzi riaccendendo la polemica con l’ex premier e compagno di partito. “D’Alema è candidato per Cuperlo, è un importante dirigente del Pse, i tentativi di mettermi contro di lui non funzionano. Io non sono preoccupato di cosa fa D’Alema ma di cosa fanno gli italiani”. ”Il centro destra ha fatto un’operazione politica molo intelligente con una scissione a tempo che ha diversificato l’offerta elettorale. Silvio Berlusconi rimane un pericolo elettorale e nessuno nel Pd dica che abbiamo già vinto le prossime elezioni”.