Mentre Beatrice Lorenzin con toni da trascinatrice di folle parla di una nuova destra che nasce e che diventa il vero soggetto politico moderno, dopo aver inalato dei sali per riprendermi dal mancamento, mi metto da un lato ed assisto in silenzio ad una processione di domande che sfilano nella mia mente.

Il corteo interrogativo sfila lugubre e maestoso: che vuol dire destra per questa signora? Quale progetto, che strategia si cela nel Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, Roberto Formigoni, Gaetano Quagliariello? Quando parlano di destra europea gli ex sodali di Berlusconi illuminati sulla via delle Larghe Intese scherzano o fanno sul serio?

Angelino Alfano non ha nessuno, un parente, un amico, un dottore che lo dissuada dai propositi da leader politico? Del resto a Berlusconi non è mai venuto in mente di giocare a pallacanestro. Almeno questo gli va riconosciuto.

E Silvio rimembra ancor quel tempo in cui al suo via scatenavano l’inferno, ora che si trova a mettere Danielona Santanchè a fare i casting per trovare la nuova dirigenza di Forza Italia e a subire gli sberleffi dei ‘pischelli’ romani che ignavi e strafottenti lo scherniscono appena si volta come fanno gli alunni col professore a scuola? E poi scusate: qualcuno mi spiega CASTING POLITICO che cosa vuol dire??

Berlusconi però, va detto, una cosa l’ha fatta e l’ha fatta bene: ha cancellato la destra italiana e l’ha sostituita con una religione a tempo (tutti gli uomini ahimè sono mortali): il berlusconismo.

Berlusconi deve aver preso spunto da Oscar Wilde: il suo ventennio politico ad personam ricorda molto la storia del ritratto di Dorian Gray. Silvio perché la sua immagine fosse perpetuamente a lustro, intoccabile e magnificente, si è accordato col diavolo affinché la vecchiezza, l’inadeguatezza, la polvere andassero a depositarsi sul ritratto della Destra che teneva in soffitta. Ed improvvisamente eccoli, Alfano, Formigoni, Cicchitto e compagnia cantante: il ritorno dei morti viventi… Decrepiti, stantii, mummificati, ignari di qualsivoglia forma di pensiero politico e al contempo con dipinto in volto tutto il vizio, la decadenza, lo squallore che il ritratto ha assorbito a la place del dio Silvio, escono dalla soffitta i mostri della vorrebbe-essere destra italiana con la pretesa d’illuminare la scena politica e modificare gli equilibri interni.

L’improbabile corazzata del Nuovo Centro Destra, sporca di peccati altrui e del tutto priva di storia e personalità, rivendica un’identità che non esiste, e tenta di camuffare il puzzo di muffa della soffitta con l’eau de parfum della stabilità e della responsabilità.

Del resto nell’olezzo delle Larghe Intese riconoscere il tanfo di zombie non è così automatico. Così è a destra!

E la prossima puntata, come in ogni indicazione stradale che si rispetti, dopo la prima a destra la seconda a sinistra.

continua…