Se Bologna rinuncia all’edizione 2013 al MotorShow per “l’assenza degli espositori”, la città ha già iniziato a investire su un altro importante progetto. Due i milioni mancanti a Gl Events per organizzare la kermesse dei motori e 50 quelli che sembrano arrivare per Fico, il megaparco agrolimentare targato Eataly. E’ l’acronimo di Strada spianata per la fabbrica italiana contadina, uno spazio di 80mila metri quadri, 100 milioni di euro di investimento, più di 7 milioni di visitatori l’anno, che Oscar Farinetti ha pensato di far nascere nella prima periferia della città emiliana rilevando i terreni del mercato Caab. La conferma ufficiale l’ha data lo stesso Farinetti alla libreria Ambasciatori di Bologna, a margine della presentazione del suo libro Storia di coraggio – 12 incontri con i grandi del vino (Mondadori). “Tutto procede bene – ha detto – i soldi si trovano e a gennaio 2014 faremo una megaconferenza per presentare Fico”. Il fondatore della catena Eataly assieme al presidente del Caab Andrea Segré e al sindaco Merola, presenti sul palco, sono già riusciti a racimolare in un fondo unico almeno una ventina di milioni di euro grazie al contributo di Unindustria, Camera di Commercio, mondo cooperativo locale, e banche, per arrivare ai 47 totali che servono entro il 31 dicembre prossimo.

“Questo Paese cambia marcia se cambia la coscienza civica degli italiani – ha detto Farinetti durante l’incontro -. I politici domani si dimettano tutti altrimenti li facciamo dimettere noi. Poi subito dei galantuomini che sappiano fare il loro mestiere nelle posizioni chiave”. “Abbiamo tenuto i peggiori politici in ruoli importanti negli ultimi 20 anni, ora basta”, continua, “una Camera sola, metà deputati quindi metà stipendi e dopo dieci anni tutti fuori dalle balle”. Un teatrino che raccoglie applausi, ma non piace all’ex presidente della Fondazione Carisbo,Fabio Roversi Monaco, che sbotta: “Tutte chiacchiere da bar”, poi se ne va. “Io renziano dico cose da grillino?”, chiosa Farinetti. “Attenzione, la parte buona di Grillo, quella della lamentazione, va presa. Poi bisogna anche cominciare a costruire una visione del futuro. In fondo a noi italiani piace lamentarci”. 

Megaprogetto che trovi (Fico), megaprogetto che va (Motor Show) – Intanto continua la diatriba tra le Fiere di Bologna e Milano per accaparrarsi la kermesse dell’auto che, per la prima volta, quest’anno non si è svolta nel capoluogo emiliano. E non si placano le polemiche dopo che Alfredo Cazzola, ex patron della manifestazione bolognese dei motori, ha dichiarato che farà nascere a Milano un nuovo Salone Internazionale dell’Auto in aperto contrasto con l’idea delle istituzioni bolognesi di riprendere nel 2014 con un nuovo Motor Show che, almeno per quest’anno, è stato annullato. “E’ una guerra che non abbiamo iniziato noi. Cazzola è un libero imprenditore, e per fortuna non ha fatto il sindaco – ha detto Merola ricordando la sua candidatura a primo cittadino di Bologna nel 2009 – sennò credo che non ci sarebbe stato un grande aiuto per la nostra città. Noi continuiamo a lavorare per il dicembre del prossimo anno per fare il MotorShow a Bologna, quindi ci aspettiamo che la Fiera di Milano rispetti le scadenze istituzionali che vengono decise dalla nostra regione insieme alla Fiera”.

Dello stesso avviso il Presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli che, particolarmente piccato, ha indirizzato una lettera di protesta al Presidente di Milano Fiere Fulvio Perini per ribadire che il Motor Show “non è stato affatto annullato, ma l’organizzatore che ha deciso di non effettuare l’edizione 2013 (Gl Events, ndr) ha pubblicamente e notoriamente confermato il suo impegno per i prossimi anni così come BolognaFiere è totalmente decisa a ogni iniziativa per riprendere e rilanciare questo storico appuntamento”. “Avendo letto – scrive Campagnoli a Perini – che l’iniziativa annunciata dall’organizzatore con Fiera Milano intende collocarsi proprio a dicembre in plateale sovrapposizione con le date storiche del Motor Show, debbo denunziare questa gravissima scelta di sovrapposizione e diffidare dal poter giustificare tale scelta lasciando intendere che essa è conseguente (e addirittura salvifica) all’annullamento definitivo del Motor Show a Bologna, affermazione che non corrisponde al vero”.