Magari Renzi pensa ancora di non essere adatto alla segreteria del Pd. Non mettiamo limiti alla provvidenza”. E’ il commento ironico al vetriolo di Pierluigi Bersani ad una dichiarazione di Matteo Renzi, risalente al maggio 2013, quando affermò di non volersi candidare al timone del Pd. Ospite di “Mix24”, su Radio24, il deputato del Pd non è affatto tenero col sindaco di Firenze, in primis per la posizione espressa ieri a “Servizio Pubblico” (La7) sul ministro della Giustizia: “Io avrei votato la Cancellieri. Mi pare quella di Renzi un’affermazione un po’ troppo facile che peraltro non gli ho sentito fare così nettamente nei giorni scorsi. Davanti a scelte di queste genere bisogna prendersi anche le responsabilità. E io me la sarei presa. Per me il ministro deve continuare a fare il suo lavoro”. E aggiunge: “Voglio credere che Renzi sia leale con questo governo, anche se vedo giorno dopo giorno punzecchiature postume su diverse scelte. E’ troppo facile non assumersi responsabilità”. Inevitabile l’attacco al Movimento 5 Stelle: “A loro ho chiesto solo la possibilità di far partire un governo di cambiamento, non volevo fare un patto con Grillo. Non avrei mai voluto le larghe intese, non era nelle mie corde, così ho chiesto a Letta di caricarsi di questo onere”. E aggiunge: “Per fare un nuovo governo le ho provate tutte, anche col dentista di Beppe Grillo. Con questa gente qui che ha preso il 25% non si riusciva mai a parlare. E quindi tanta gente di buona volontà, neanche su mia diretta iniziativa, si è messa di mezzo per cercare di favorire questi incontro, ma Grillo è stato tetragono. Evidentemente in quel periodo non aveva mal di denti”. L’ex segretario del Pd puntualizza: “Quell’incontro in streaming col M5S lo rifarei assolutamente, perché ho mostrato che loro erano gli arroganti e io quello disponibile. Oggi però le cose andrebbero in un altro modo, perché in quel periodo anche noi del Pd abbiamo messo del nostro con l’elezione del presidente della Repubblica”. Bersani si pronuncia anche sul rapporto tra politica e media: “E’ meglio riflettere sul meccanismo tutto italiano dei talk show, che è stato scelto dalla sinistra per contrapporsi a Berlusconi e che non ci sono da nessuna parte. Siamo solo noi. Distruggono la politica, perché sono a maggior gloria del conduttore. I media sono più forti della politica e spesso invece di raccontarla la determinano. E se questo è vero un po’ ovunque, in Italia è vero tre volte”. E ammette: “Il partito del quotidiano “La Repubblica” determina la segreteria del Pd, anche se non in modo esclusivo”. Il politico si esprime poi sull’economia, sulla figura di Napolitano, sul destino del Pd, affermando di preferire Gianni Cuperlo a Matteo Renzi. Critico anche con Guglielmo Epifani: “Nella vicenda delle tessere false ha sbagliato e con lui un po’ tutti”. E a Giovanni Minoli che gli chiede cosa c’è nel suo futuro, Bersani risponde sconsolato: “Boh…” di Gisella Ruccia