Lamentarsi è facile, agire un po’ meno. I ragazzi di European Alternatives lo fanno, e voi? Si sa, lamentarsi e dire che tutto va male è una caratteristica molto italiana. Dalla nazionale di calcio al governo, c’è sempre qualcosa che non va. Prendi “l’Europa” per esempio. Gli italiani – e non solo – sono sempre meno contenti dell’attuale funzionamento dell’Unione europea: “maledetto euro”, “burocrati e banchieri”, “troika tiranna” e “non legittimità democratica delle istituzioni” sono tra le accuse più gettonate al bar come sui forum e commenti online.

Ma la critica fine a se stessa non serve a niente se non è seguita dall’azione. Lo sanno bene i ragazzi di European Alternatives (Euralter), l’associazione internazionale presieduta da un italiano, Lorenzo Marsili, che ha organizzato il festival TransEuropa tenutosi in tredici città europee e terminato in questi giorni a Berlino. Un festival animato da ragazzi giovani, anche giovanissimi, che non contenti della struttura e del funzionamento dell’Ue di oggi si sono mobilitati per discutere e trovare soluzioni concrete per la costruzione dell’Europa del domani, più democratica e vicina ai cittadini di quanto non lo sia adesso.

“Imagine, Demand, Enact” (Immagina, Esigi, Agisci) è lo slogan del festival che si è concluso non a caso a Berlino, cuore di quella Germania che deve capire una volta per tutte che a colpi di austerità e compiti fatti a casa non si esce da nessuna crisi. Un invito alla mobilitazione pacifica delle idee e delle iniziative quella di Euralter per riportare al centro del dibattito europeo valori come giustizia, solidarietà, diritti, partecipazione e democrazia. Sì perché le parole stanno a zero, anche quelle di protesta scritte d’impulso alla tastiera di un computer.

Nei due giorni di Berlino, come nei precedenti venti nelle altre dodici città europee – in Italia a Bologna – centinaia di ragazzi di tutta Europa si sono confrontati su come cambiare davvero le cose, su come ridare dignità alla cittadinanza europea, su come aumentare la legittimità democratica delle istituzioni comunitarie, su come aiutare i paesi in crisi e uscire dalla tirannica logica nord-forte e sud-debole.

Per farlo i ragazzi di Euralter hanno messo insieme politica, arte e cultura perché solo da un equilibrato mix di queste tre sfere si può “mettere in scena un’idea alternativa d’Europa”, come dice Marsili, e questo perché “i diritti dei cittadini vengono prima di quelli delle istituzioni e del mercato”.

Ecco allora la splendida lezione di cittadinanza attiva da parte di questi ragazzi, che hanno organizzato spettacoli, flash mob, conferenze, workhop e altre iniziative internazionali come il Manifesto dei Cittadini, una raccolta concreta di proposte e richieste dei cittadini europei rivolte alle istituzioni europee in vista delle elezioni 2014.

Ecco che “immaginare” ed “esigere” senza “agire” non serve a niente. La storia insegna che i grandi cambiamenti sono avvenuti sempre in seguito a un attivismo diretto della popolazione – oggi speriamo pacifico. Allora, voi cosa avete intenzione di fare per cambiare l’Europa?

Twitter @AlessioPisano, www.alessiopisano.com