Evviva l’ottobre rosa! Partecipo volentieri alle campagne di informazione anche se rifiuto di indossare fiocchi che sono presi a pretesto per polemiche che aiutano nessuno. La diagnosi precoce di alcuni (non tutti) i tumori è davvero importante. Alla retorica preferisco la verità anche quando ha dentro qualche dubbio. Il problema non è un fiocco rosa, è che la diagnosi precoce salva tante vite ma non tutte, fa paura e illude. Da una parte abbiamo i messaggi positivi: dai trent’anni in poi fatti controllare, scegli l’ecografia mammaria annuale fino ai quaranta poi la mammografia e l’ecografia insieme perché ti salvano la vita. Non accontentarti di uno solo dei due esami perché leggono il tuo seno in modo diverso: non per niente esistono tumori detti “ecografici” e tumori “mammografici”. Verissimo: la diagnosi precoce unita alla qualità sempre migliore delle cure sta riducendo in modo evidente la mortalità da tumore al seno.

Dall’altra parte stanno le note stonate: sottoporsi ogni anno agli esami è uno stress (e un costo economico), forse causa un eccesso di diagnosi di lesioni che mai sarebbero diventate pericolose, illude un po’ che fare gli esami elimini il rischio di ammalarsi. Mi spaventa che una donna dica, garrula e spensierata: “Devo fare le solite mammo ed eco, e non ci penso più”. Mi spaventa perché mi chiedo quanto abbia capito, quanto sia chiaro il messaggio: quegli esami potrebbero ribaltare l’esistenza e non è vero che non ci si pensa più. Preferisco chi ha paura, chi va al controllo annuale con un po’ di angoscia e la tentazione di scappare. Mi sembra più sano. Un’altra frase è frequente: “Mi sono ammalata lo stesso, eppure ogni anno ho fatto gli esami”. Eccola, la delusione! Quando chiamiamo “prevenzione” la diagnosi precoce generiamo l’idea che il rito annuale degli esami garantisca l’immunità, e questo è impossibile. Dite che non è vero? Beh, la pratica di ogni giorno è diversa dalle parole e dai bei ragionamenti, l’illusione dell’immunità si crea eccome e va gestita con delicatezza quando la diagnosi di tumore arriva come una sberla in pieno viso.

Poi ci sono le incertezze, e quando si apre questo discorso dal cielo scendono tuoni e fulmini. E’ possibile che ripetere ogni anno gli esami senologici renda visibili lesioni al seno microscopiche non destinate (forse) a dare luogo a un successivo tumore. Attenzione al forse, l’ho scritto e lo riscrivo: forse. In quel forse c’è tutto. C’è anche il mio insistere nel raccomandare esami annuali a tutte le donne, c’è il mio sottopormi in prima persona a questi esami con un po’ di angoscia nel cuore. La diagnosi precoce ha aumentato la frequenza della diagnosi di piccoli tumori al seno, e non esiste una certezza assoluta che tutti siano destinati a progredire, a diventare pericolosi: chiunque neghi questa verità sta rinunciando al buonsenso e all’onestà di medico.

Evviva la diagnosi precoce, ci salva la vita. E’ vero ma abbiamo il diritto di conoscere anche le parti in ombra, quelle che la medicina risolverà più avanti. Non c’è niente di male nell’avere qualche dubbio.