Trattativa chiusa, l’Inter a Thohir. Cala il sipario su mezzo secolo di calcio italiano, dalla Grande Inter del padre Angelo alla Pazza Inter del figlio Massimo, il connubio tra la squadra nerazzurra e la famiglia Moratti ha segnato un’epoca nello sport e nella storia del paese. “E’ stato firmato tutto, credo che ci sarà il comunicato stampa in poche ore”, ha detto questa mattina Massimo Moratti davanti all’ingresso degli uffici della Saras. Secondo le prime indiscrezioni, la famiglia Moratti riceverà dal gruppo indonesiano una cifra che si aggira sui 250 milioni di euro per il 70% del pacchetto azionario. “Se rimarrò presidente? Questo non lo so. Ogni presidente dà una sua impronta – spiega Moratti. Ci sarà, forse, col tempo un’impronta anche diversa, l’importante è che sia sempre rispettosa di quello che è il resto del mondo, oltre che della propria attività. Credo che queste persone abbiano in mente anche questo”.

In attesa di sapere se Moratti rimarrà presidente, la questione sarà discussa nel prossimo consiglio di amministrazione, nel nuovo board interista oltre al nuovo proprietario indonesiano Erick Thohir ci saranno i suoi soci Roslan Roeslani e Handy Soetedjo. In attesa del comunicato ufficiale, Moratti davanti ai giornalisti ha tradito una certa emozione: “Quando cambi qualcosa nella vita, non sai se ti dispiace o se ti adatti a un ritmo diverso. Vediamo se poi il ritmo sarà diverso, perché non credo proprio al momento. Certo c’è tutto l’amore per una certa cosa e allo stesso tempo la soddisfazione e il sollievo di pensare che questa cosa l’hai messa in mani buone. Di questo sono sicuro perché è gente molto per bene, buona, anche da un punto di vista caratteriale”. Si chiude oggi quindi, una lunghissima storia di amore tra la famiglia Moratti e l’Inter e contemporaneamente nel calcio italiano arriva la seconda proprietà straniera.

La ricerca di un nuovo acquirente per la società nerazzurra comincia già nel 2011, appena smaltiti gli entusiasmi per la vittoria del triplete nel maggio 2010 e del successivo Mondiale per Club, quando Massimo Moratti dà mandato alla banca d’affari Lazard di cercare compratori per la società. L’oramai ex patron dell’Inter nei suoi diciotto anni di presidenza ha speso oltre 1,2 miliardi di euro per ripianare bilanci sempre in rosso: per gli acquisti di campioni come Djorkaeff, Ronaldo, Vieri e Ibrahimovic, ma anche di clamorosi bidoni come Sorondo, Vampeta, Gresko e Quaresma. I 16 trofei vinti non sono bastati a rendere l’Inter una società virtuosa e a differenza del Bayern Monaco, che ha chiuso per il 21simo anno consecutivo con il bilancio in attivo, ogni anno c’erano da ripianare ingenti perdite. Circa 70 milioni sia nel 2011 che nel 2012, per capirci.

La maggior parte dei soldi per questi aumenti di capitale arrivava dalla Saras, il polo petrolchimico di famiglia, ma anche quest’ultima ha cominciato a segnare delle perdite (meno 90 milioni nel 2012) e la situazione è diventata insostenibile. Anche perché sulla tenuta societaria di Saras ha pesato il curioso collocamento in Borsa del 2006 a valore fuori mercato: un’operazione di cui si è interessata anche la Procura di Milano (caso chiuso senza colpevoli nel 2011) poiché ha fruttato alla famiglia Moratti circa 1,7 miliardi di dividendi spedendo invece sul lastrico migliaia di piccoli azionisti. E dato che anche il partner e sponsor Pirelli soffre, la vendita della società è diventata un atto dovuto. Da qui il mandato esplorativo a Lazard.

Nell’estate del 2012 grazie ai buoni uffici del neo dg Fassone spuntano i cinesi della China Railway Construction Corporation, compagnia parastatale cinese interessata all’acquisto del 15% della società con l’obiettivo di costruire lo stadio di proprietà. Ma la Cina si allontana presto. Quando poi nell’aprile del 2013 i Moratti cedono il 20% della Saras a Rosneft, colosso petrolifero controllato dal Cremlino, si pensa che i russi possano entrare anche nell’Inter. O almeno i tifosi sperano che quei soldi servano anche a rinforzare la squadra. Ma così non è, e anche la pista siberiana si congela.

Qualche settimana dopo cominciano a girare le prime voci che vorrebbero interessato al club l’indonesiano Erick Thohir, rampollo del padrone di Astra International (fatturato di una decina di miliardi l’anno) e lui stesso proprietario di un impero mediatico (quotidiani, riviste, radio e televisioni) con quote nelle franchigie americane dei Philadelphia 76ers (basket) e dei Washington DC United (calcio), oltre a gestire diritti tv dei maggiori eventi sportivi dell’Indonesia, che con 240 milioni di abitanti è il quarto stato più popoloso al mondo. Quando in estate allo studio legale Clearly Gottlieb, che gestisce gli affari della famiglia Moratti, arriva la prima proposta dallo studio legale specializzato in trattative sportive Inner Circle, lo stesso che ha curato l’arrivo degli americani alla Roma e prima ancora al Liverpool, si capisce che la cosa è seria. C’è solo da spettare il closing, che arriva oggi.

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