Il primo caso a Loano, in provincia di Savona, dove un geometra ha sparato alla moglie per poi togliersi la vita. Poche ore dopo, in un comune nel viterbese, un uomo di 65 anni ha ucciso la convivente a coltellate e si è costituito. Nel giorno in cui il Senato ha trasformato in legge il decreto sul femminicidio, ancora due delitti, ancora due donne vittime dei propri compagni.

L’ultimo episodio è avvenuto a Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, Comune della Tuscia che conta poco più di mille abitanti. Antonio Matuozzo, un 65enne di origini napoletane, ma residente da tempo in paese, ha ucciso la convivente, Anna Maria Cultrera, di 52 anni. L’arma del delitto è un grosso coltello da cucina, dalla lama lunga 20 centimetri, con cui l’omicida avrebbe inferto circa 12 colpi alla compagna. L’uomo, verso le 3.30 di notte, ha poi chiamato i carabinieri e si è costituito. Ancora da chiarire la dinamica: Matuozzo è stato interrogato dal pm Fabrizio Tucci, che coordina le indagini, per poi essere portato nel carcere di Viterbo.

Poche ore prima, a Loano, a morire sotto i colpi di pistola del marito è stata Stefania Maritano, 49 anni, vicesindaco di Borghetto Santo Spirito con delega al Bilancio. L’assassino, Paolo Moisello, un geometra di 55 anni, ha aspettato che la moglie rientrasse a casa per spararle alla testa, forse alla nuca, da distanza molto ravvicinata. Poi ha voltato la sua Beretta calibro 9 verso di sé e si è ucciso a sua volta. Il femminicidio-suicidio è avvenuto in tarda mattinata, sicuramente dopo le 10, ora in cui la donna ha incontrato alcuni conoscenti. I corpi dei due sono stati trovati sulla scala interna della loro villetta a due piani a Loano. Sull’esatta dinamica dell’episodio indagano i carabinieri della Compagnia di Albenga, coordinati dal sostituto procuratore Cristiana Buttiglione.