Questa volta non è un messaggio spedito alle Camere, ma il significato lascia spazio a pochi margini di manovra. “E’ ora possibile e necessario affrontare il compito di un sapiente rinnovamento del nostro ordinamento costituzionale, coerente con i suoi valori fondanti”: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scrive ai partecipanti del Forum “Dalle riforme, la rinascita”, organizzato in Val d’Aosta in occasione del 70esimo anniversario della Carta di Chivasso sull’autonomia dei popoli alpini, ma è come se parlasse alle istituzioni romane. “E’ importante – aggiunge – ricordare il valore ancora attuale della Carta come strumento di indirizzo e stimolo in direzione di una Europa di pace e di progresso. Alla luce della scelta europea, sviluppatasi nei decenni successivi, è ora possibile e necessario affrontare il compito di un sapiente rinnovamento del nostro ordinamento costituzionale, coerente con i suoi valori fondanti. Auspico pertanto che dal confronto con i nostri amici e vicini francesi possa scaturire un utile arricchimento della riflessione in corso nel nostro paese e delle proposte che sono sul tappeto. In questo spirito invio a tutti i relatori e ai partecipanti all’iniziativa i più cordiali saluti e auguri di buon lavoro”. 

Domani 12 ottobre la manifestazione di Roma in difesa della Costituzione
La dichiarazione del capo dello Stato arriva peraltro alla vigilia della manifestazione “La via maestra”, iniziativa nata “per ribadire l’applicazione dei principi stabiliti dalla nostra Costituzione, da troppo tempo disattesi, e contro la riforma dell’articolo 138”. “Da Bolzano ad Agrigento, da Aosta a Soverato sono oltre 250 i pullman che giungeranno da tutt’Italia” riferiscono in una nota gli organizzatori. All’iniziativa, promossa da un appello firmato da Lorenza Carlassaredon Luigi CiottiMaurizio LandiniStefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, aderiscono circa 200 associazioni e anche Il Fatto Quotidiano e sono previsti interventi del direttore Antonio Padellaro e del vicedirettore Marco TravaglioIl Fatto rilancerà la petizione a difesa della Costituzione, lanciata sul sito per la raccolta firme che proseguirà anche dopo il 12 ottobre. L’obiettivo finale sarà la consegna delle adesioni, finora oltre 430mila, ad un comitato che le presenterà ai presidenti di Camera e Senato. 

Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica e percorrerà via Vittorio Emanuele Orlando, Largo di Santa Susanna, Via Barberini, Piazza Barberini, Via Sistina, Piazza Trinità dei Monti, Viale Trinità dei Monti, Via Gabriele D’Annunzio per giungere alle 15,30 in Piazza del Popolo. “Sul palco si alterneranno – aggiunge la nota – oltre ai cinque firmatari, personalità impegnate nella difesa e soprattutto nell’attuazione della nostra Carta”. 

Letta: “Cronoprogramma rispettato, anzi siamo in anticipo”
Dunque dopo aver superato lo scoglio del voto di fiducia al governo delle larghe intese, disinnescate le smanie di Silvio Berlusconi e ridimensionato il ruolo dell’ala “sfascista” del Pdl (o Forza Italia), il capo dello Stato riprende le redini e rimette al centro dell’agenda la questione delle riforme costituzionali. Si torna all’atmosfera dell’inizio del percorso del governo Letta che tra i punti del proprio programma ha indicato più volte una “riqualificazione” della Costituzione. Il presidente del Consiglio Enrico Letta lo conferma proprio a rimorchio dell’intervento del presidente della Repubblica, parlando dallo stesso forum di Aosta: quello delle riforme costituzionali, dice, è “uno dei tre grandi obiettivi del governo nato a fine aprile con l’idea di concludere le riforme in 18 mesi: per ora il cronoprogramma è rispettato anzi siamo in anticipo e vogliamo continuare a tenere il punto”. “Il nostro Paese – aggiunge – si salva se avrà istituzioni che funzionano. L’impasse politica che abbiamo subito intorno alle elezioni ha provocato danni, anche economici, al paese. La stabilità è un valore perché crea le condizioni per avere credibilità e fare le riforme strutturali”.

Secondo il ministro delle Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello c’è “qualche elemento per essere più ottimisti: Letta ha detto che per fare le riforme ci vogliono 18 mesi, c’è stato un momento che non sapevamo se avevamo 18 minuti. Un pò più di tempo il governo lo ha guadagnato, vale la pena provarci”. “Abbiamo fatto una consultazione tra i cittadini – ha aggiunto – che è risultata la più frequentata d’Europa. Un piccolo segno che il paese ha compreso che senza riforme non se ne esce”. 

Non sale sul ring il presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri: “Sulla manifestazione in difesa della Costituzione – afferma – non ho commenti da fare. Quel che è certo è che la Costituzione deve essere sempre tutelata. La Costituzione dobbiamo riconquistarla ogni giorno. D’altra parte noi siamo lì per questo. La Corte Costituzionale, infatti, è nata per fare da guardiana alla Costituzione”.

Bubbico: “Nessuna ombra per le inchieste sui saggi”
Intanto il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico ha risposto alle polemiche sull’inchiesta che coinvolgerebbe 5 “saggi” nominati dal governo per lavorare alla legge da proporre al Parlamento per vicende legate a concorsi universitari (in particolare Augusto Barbera, Beniamino Caravita di Torrito, Giuseppe De Vergottini, Carmela Salazar e Lorenza Violini. Per Bubbico, che ha replicato a un’interpellanza alla Camera della deputata Fabiana Dadone (Movimento Cinque Stelle) non c’è alcuna ombra. Nell’interpellanza si contestava anche il fatto che altri componenti sono intervenuti a vario titolo, nell’esercizio della loro attività professionale, in vicende che chiamano in causa Berlusconi. “Quanto alla conoscenza da parte del governo di una asserita indagine a carico di alcuni degli esperti – ha dichiarato il viceministro – si segnala, secondo quanto riferito dagli stessi organi di stampa che dell’indagine hanno dato notizia, che, pur riguardando fatti risalenti a diversi anni fa, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e nessuna determinazione è stata assunta dagli organi inquirenti in merito all’esercizio dell’azione penale”. 

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