Le multe degli autovelox della tangenziale di Parma sono legittime. Parola del sindaco Federico Pizzarotti, che a quasi un mese di distanza risponde carte alla mano alle accuse del Movimento Nuovi consumatori, che aveva dichiarato irregolari e privi di autorizzazione i rilevatori di velocità posizionati a sud della città.

Il Comune cerca di mettere fine alle polemiche sui dispositivi che impongono un limite di velocità di 70 chilometri orari sulla tangenziale sud e che da gennaio 2013 hanno fatto quasi 50mila “vittime”. Il Movimento guidato da Filippo Greci aveva diffuso un documento in cui Anas affermava che l’installazione dei rilevatori non era stata perfezionata e per questo aveva chiesto la restituzione dei soldi delle multe ai cittadini. “Una risposta tecnica a una domanda tecnica” che però, secondo il sindaco e l’assessore alla Sicurezza Cristiano Casa, non ha nulla a che vedere con la legittimità del rilevamento delle infrazioni. Per dimostrarlo, gli amministratori Cinque stelle hanno organizzato una conferenza stampa proprio alla presenza dei rappresentanti di Anas, mostrando una memoria legale in cui si dichiara l’effettiva regolarità degli autovelox.

“Abbiamo aspettato per rispondere perché volevamo ricostruire con precisione tutta la vicenda – ha detto Pizzarotti – La cosa che più ci interessa è la sicurezza dei cittadini e spiace che associazioni e consiglieri comunali di diversi partiti abbiano voluto speculare fomentando il fatto che ci fossero irregolarità”. Come si legge nel documento legale, “l’attività di rilevazione della velocità è finalizzata al rilevamento delle infrazioni e non deve e non può essere autorizzata da Anas”. Per installare gli autovelox su quel tipo di strada, spiegano dal Comune, non è necessaria l’autorizzazione di Anas, ma quella del prefetto, che era già stata perfezionata. Quindi i dispositivi sono regolari e così le multe.

Il primo cittadino Cinque stelle considera chiuso il caso autovelox e punta quindi il dito contro chi ha strumentalizzato la vicenda, dalla politica alla stampa: “Non ci devono essere più persone che sfruttano l’indignazione verso una sanzione per cercare di fare campagna elettorale anzitempo o per convincere ad associarsi a liste o associazioni – continua – Questo per rispetto ai cittadini, che sui giornali hanno letto titoli e articoli convincendosi che le multe erano illegittime e magari hanno speso soldi e tempo per fare ricorsi”.

In effetti di ricorsi dal giudice di pace ce ne sono stati a decine, e finora gli esiti sono stati discordanti, dando ragione in alcuni casi al Comune di Parma e in altri al Movimento nuovi consumatori. Ma l’amministrazione Cinque stelle ha già annunciato la volontà di impugnare le sentenze che hanno dato torto al Comune. E non solo: “Valuteremo procedimenti verso quelle azioni che hanno minato la credibilità del Comune e turbano la tranquillità della città” ha aggiunto Pizzarotti.

Se il Comune pensava di mettere in questo modo la parola “fine” sulla vicenda, la guerra degli autovelox però non sembra essere finita qui. Il presidente nazionale del Movimento Nuovi consumatori ha già annunciato una nuova conferenza stampa il 23 ottobre per smentire le affermazioni del primo cittadino, definendo la spiegazione di Pizzarotti e di Casa “l’ennesimo tentativo di gettare fumo negli occhi dei cittadini in merito ad una vicenda che sta vedendo il Comune soccombere giudizialmente innanzi ai giudici di pace, come testimoniano sentenze recenti emesse il mese scorso”. Per questo l’associazione ha invitato i cittadini a impugnare le multe, annunciando che presto “saranno svelati gli ulteriori particolari della vicenda velox, sulla quale solo la Procura della Repubblica potrà mettere una pietra tombale, non certo il sindaco di Parma”.