Scrivo, attraverso le pagine di questo blog, una lettera a Papa Francesco che mi ha fatto venire voglia, dopo tanti anni domenica scorsa, di ritornare a varcare la soglia dell’ingresso di una chiesa.

Caro Francesco,

in questo momento di grande solidarietà, dopo l’ultima strage di Lampedusa, occorre che Lei faccia chiarezza anche su tutte le onlus che girano intorno al mondo della salute, per la prevenzione, e della malattia, per la cura. Leggo che Filippo Penati “insegna italiano ai minori stranieri affidati ad una comunità dei frati francescani”. Ma quale posto più adatto a lui, caro Francesco, poteva scegliere? 

Le ricordo che qualche tempo fa in una puntata di Report il priore Moriggi ed il fratello, presidente della onlus dei frati francescani di via della Moscova a Milano (dove probabilmente insegna l’ex presidente della Provincia in quota Pd), vennero intervistati su alcuni investimenti immobiliari che nulla hanno a che fare con la solidarietà. Risposte fumose e minacciose.

Caro Papa Francesco, in nome del Suo nome, faccia chiarezza Lei che può subito visto che a Report nessuno ha ancora risposto. Non permetta che chi ha un abito così importante, collegato al santo da cui Lei ha preso il nome, abusi del potere. Venga a Milano, come è andato per la prima volta ad Assisi, e se crede mi telefoni o telefoni ad Alberto Nerazzini autore di quella puntata del programma capitanato da Milena Gabanelli. Lo faccia, semplicemente come sua abitudine, in nome di San Francesco. La ringrazio sentitamente a nome di tutti quelli che operano onestamente nel mondo della solidarietà dove occorre una sua “pulizia”.