Un provvedimento di clemenza generale non è scontato. Lo fa capire il segretario del Partito Democratico Guglielmo Epifani: “Prima di fare l’amnistia ci pensiamo due volte – dice a Otto e mezzo – Si arriva all’amnistia o all’indulto alla fine di un percorso e mai per un certo tipo di reati come la frode fiscale”. Il Pd “è disposto a risolvere il problema, ma seriamente” ha aggiunto il leader democratico. “Se vuoi svuotare le carceri – ha chiarito -prima di arrivare all’indulto o all’amnistia devi evitare che si possano riempire di nuovo una volta svuotate: cambiamo la Bossi-Fini, la Giovanardi, la Cirielli e la legge sulla custodia cautelare e poi possiamo svuotare le carceri”.

Aveva appena finito di raccomandare prudenza anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi perché, aveva detto al Tg3, “non si può fare bomba liberi tutti. Gli italiani non capirebbero”. Prima di procedere a misure di clemenza servono depenalizzazioni attraverso una riforma della giustizia, che affronti le cause del sovraffollamento carcerario, incluse “la Bossi-Fini, che in qualche modo c’entra”, e la legge Giovanardi sulle droghe. A prescindere dalle idee sul da farsi per affrontare il problema del sovraffollamento delle celle, ha puntualizzato poi Renzi, “gli attacchi sguaiati al presidente della Repubblica sono inaccettabili. Napolitano ha dato un messaggio secondo le previsioni della Costituzione per il presidente della Repubblica”.

Amnistia per reati con pene fino a 6 anni, proposta perfetta per B.
Intanto nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato arrivano i primi disegni di legge. Tra questi uno che pare adatto ad “ospitare” le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. L’ha presentato a Palazzo Madama Lucio Barani (Grandi Autonomie e Libertà) e prevede un’amnistia per reati con pena massima a 6 anni e indulto per condanne fino a 5 anni. “Ho usato la logica di aumentare di due anni l’amnistia del 1990 e l’indulto del 2006 visti i 23 anni di latenza e il messaggio di Napolitano” ha spiegato Barani, ex sindaco di Aulla, in Lunigiana, diventato famoso per aver eretto nel suo paese la statua di Bettino Craxi

Su questo testo non c’è dubbio: sembra fare proprio al caso di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva a 4 anni per frode fiscale, reato per il quale è previsto proprio un massimo di 6 anni. Nel testo di Barani si prevede che l’amnistia venga concessa “per ogni reato per il quale è stabilita una pena detentiva non superiore nel massimo a sei anni” o una pena pecuniaria “per fatti commessi non oltre il 30 settembre 2013”. E potrà essere applicata anche ai recidivi. Per quanto riguarda invece l’indulto, questo potrà essere concesso “nella misura non superiore a 5 anni per le pene detentive e non superiore ad euro 12.911,41 per le pene pecuniarie, sole o congiunte alle pene detentive”. Ed è concesso “nella misura non superiore a 8 anni a chi faccia completa divulgazione di tutti i fatti rilevanti relativi a reati commessi durante la loro partecipazione in organizzazioni criminali” e potrà essere applicato anche ai reati di mafia, anche in caso di associazione a delinquere. Il provvedimento di clemenza, si legge ancora nel testo Barani, ha efficacia per i reati commessi fino a tutto il giorno 30 settembre 2013.

Già calendarizzati ddl Compagna (Gal) e Manconi (Pd)
La commissione Giustizia del Senato ha già calendarizzato per martedì 15 ottobre l’esame dei disegni di legge sull’amnistia e l’indulto presentati dai senatori Luigi Compagna (altro eletto nel Pdl e ora nel gruppo Gal) e Luigi Manconi (Pd). In un primo momento sembrava che entrambi i testi potessero interessare le sorti giudiziarie del Cavaliere. Ma Manconi ha smentito: “L’indulto previsto dal disegno di legge del quale sono primo firmatario e che ho presentato il 15 marzo 2013, non potrebbe applicarsi alle pene principali e accessorie inflitte a Silvio Berlusconi per il caso Mediaset” perché l’ex presidente del Consiglio ha già beneficiato del provvedimento di clemenza del 2006. 

Longo: “Difficile che ci siano benefici per Berlusconi”
Ma sul fatto che sarà difficile che amnistia e indulti, se approvati dal Parlamento, possano coinvolgere anche Berlusconi ha molti dubbi anche l’avvocato del Cavaliere (e deputato del Pdl) Piero Longo. “Bisognerà vedere come sarà formulato il testo – dice al Messaggero – È un dato di fatto che stando al percorso storico, l’amnistia finora ha riguardato reati che avevano come pena massima tre o quattro anni, escludendo la frode fiscale. L’ultimo indulto approvato, invece, escludeva esplicitamente i reati fiscali e finanziari”. 

Cancellieri giovedì 17 in commissione
Intanto giovedì 17 ci sarà già l’audizione del ministro per la Giustizia Anna Maria Cancellieri. “L’obiettivo – spiega Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera – è quello di far arrivare all’Aula entro il mese una relazione completa e analitica su tutte le misure strutturali sollecitate dal capo dello Stato e non solo sugli interventi straordinari di clemenza”. Al riguardo, in commissione Giustizia sarà contemporaneamente accelerato l’esame della riforma delle misure cautelari (uno dei punti toccati nel messaggio del capo dello Stato) già iniziato nel mese di maggio.

Appello di Camilleri, Flores D’Arcais e Spinelli: “Amnistia e indulto inutili”
Intanto intellettuali e scrittori firmano un appello pubblicato sul sito di MicroMega contro amnistia e indulto. Tra i firmatari Andrea Camilleri, Roberta De Monticelli, Paolo Flores d’Arcais, Barbara Spinelli. “La condizione di vita nelle carceri italiane è incivile e indegna di un paese democratico – si legge nell’appello – Ma l’indulto e l’amnistia non risolvono il problema, come già dimostrato da precedenti anche recenti. Per fare uscire migliaia di detenuti basterebbe abrogare la legge Bossi-Fini e la legge Fini-Giovanardi”. “L’indulto+amnistia che il Presidente Napolitano chiede in toni ultimativi al Parlamento – affermano ancora – non risolverebbe nessun problema strutturale e avrebbe come unici effetti più rilevanti quelli di fornire un salvacondotto tombale a Berlusconi, di delegittimare il lavoro della magistratura di contrasto al crimine, di umiliare le vittime e i loro parenti. Per questo diciamo no all’indulto+amnistia. E qualora il Parlamento lo volesse comunque votare, per evitare ogni sospetto di ricatto, chiediamo che siano esclusi tutti i reati per cui è condannato, imputato o indagato Silvio Berlusconi (gli stessi che coinvolgono sciami di parlamentari, amministratori locali, manager e altri “potenti”). Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, democratici e autenticamente garantisti, convinti cioè – conclude il documento – che la legge sia eguale per tutti, perché si mobilitino cominciando con la firma di questo appello”.