Blackrock è il secondo azionista di Telecom. Il fondo di investimenti americano è salito al 5,1% del capitale del gruppo di telecomunicazioni, una settimana dopo l’accordo tra le banche e gli spagnoli di Telefonica per la progressiva salita dei secondi al 100% di Telco, la scatola che ha in mano il 22,4% di Telecom. Blackrock era già azionista del gruppo con una quota superiore al 2%, raccolta nel maggio del 2010. La partecipazione uscì però dai radar della Consob nel novembre del 2012, quando il fondo statunitense decise di avvalersi della possibilità di non segnalare le quote inferiori al 5% del capitale di una società quotata a Piazza Affari, se detenute a titolo di gestione del risparmio. Fino allo scorso primo ottobre, data in cui – secondo quanto emerge dagli aggiornamenti dell’Authority sulle partecipazioni rilevanti – è stata superata la soglia del 5 per cento.

La notizia arriva in una giornata particolarmente nera per Telecom, che ha perso l’1,91% a 0,61 euro in Borsa all’indomani della nota di fuoco con cui l’agenzia di rating Standard & Poor’s si è detta pronta a tagliare il merito creditizio del gruppo a livello “spazzatura” se il consiglio di amministrazione del 7 novembre non farà chiarezza su strategie e prospettive. L’opzione più probabile è quella del declassamento a BB+ e, per evitare l’inevitabile, l’amministratore delegato Marco Patuano dovrà presentare delle contromosse efficaci nel breve termine.

Dubbi anche sull’andamento operativo 2014-2015 e sulla formula di governo societario: non c’è chiarezza, scrive l’agenzia americana, nelle strategie, inclusa la continua incertezza sullo scorporo della rete e lo sviluppo delle infrastrutture di nuova generazione. La nuova struttura dell’azionariato poi, guardando al riassetto di Telco, “potrebbe rallentare il processo decisionale su questioni strategiche”. Ora si attendono le mosse di Moody’s, che tiene il rating sotto osservazione da agosto e di Fitch.

E, mentre le agenzie di rating minacciano di tagliare il merito creditizio di Telecom, per il mondo delle telecomunicazioni arrivano le conferme dei paletti di  Bruxelles. “L’industria delle telecomunicazioni deve arrendersi” al pacchetto di misure per il mercato unico, perché “il roaming scomparirà”, ha dichiarato la commissaria Ue all’agenda digitale Neelie Kroes. “Si tratta di un pacchetto complessivo e non può essere spezzettato in quanto ogni elemento sostiene gli altri –  ha spiegato – e l’industria non può scegliere solo quelli che vuole dal menu, non è un ristorante”.

La commissaria, consapevole della “attività di lobby” che gli operatori del settore stanno facendo contro alcune parti del pacchetto, ha voluto sottolineare di aver lanciato queste nuove misure “per la crescita e l’occupazione europea” dove un vero mercato interno europeo potrebbe portare a una crescita di un punto di Pil, per le imprese e i cittadini. La Kroes, riconoscendo che sarà una “sfida” vedere adottato il pacchetto “molto presto” entro la fine del mandato dell’Europarlamento, ha quindi espresso l’auspicio che arrivi un appello in questo senso da parte del vertice Ue del 24 e 25 ottobre che sarà dedicato proprio all’agenda digitale.