In tempi di crisi, al Motor show pesano più le assenze delle presenze. La Fiera di Bologna apre i cancelli del salone dell’automobile tra sfarzi e veline. Ma sono le defezioni a non passare inosservate: dal gruppo Bmw-Mini alla Toyota, l’appuntamento che da 36 anni attira migliaia di appassionati delle quattro ruote deve prima di tutto fare i conti con una serie di mancanze prestigiose. Nessuna sorpresa rispetto al passato, ma solo la conferma di una tendenza che pian piano ha sottratto marchi alla kermesse bolognese. E non solo. Perché a una riduzione delle aziende corrisponde un calo dei visitatori: dal 2008 al 2010 l’expo dei motori ha perso oltre 300mila persone.

Le assenze delle grandi case non sembrano comunque far paura ai promotori. “In tempi come questi c’era da aspettarselo”, ha commentato pochi giorni fa Giada Michetti, amministratore delegato di Gl events Italia, il colosso francese che organizza l’evento. È vero che in quasi 40 anni non si è mai vista un’edizione al completo, ma nel 2011 la lista degli assenti si è allungata. Per scelta economica o di marketing, hanno deciso di non partecipare, tra gli altri, Opel, Chevrolet e il duo francese Citroen e Peugeot. “Certo, non è bello. Ma neanche saloni internazionali, come quello di Francoforte, hanno visto la presenza di tutte le case automobilistiche”, ha ribadito Giada Michetti. La primavera potrebbe però riservare un miglioramento. Tanto dipenderà, secondo il Centro Studi Promotor Gl events, da quali misure deciderà di adottare il nuovo governo guidato da Mario Monti. “L’anno prossimo rientriamo nel calendario mondiale dei grandi saloni internazionali, per questo possiamo ben sperare”.

Nell’attesa il salone bolognese dei motori preferisce ostentare ottimismo. Poco importa se la crisi stritola il settore, se le fabbriche fermano la produzione, se le immatricolazioni crollano. Il Motor show 2011 guarda oltre, pur con la consapevolezza che i tempi del boom, quando le visite ai padiglioni erano il punto di partenza del mercato, sono lontani. I dati parlano chiaro: l’Italia chiude l’anno con un calo degli acquisti del 10,8 %, che equivale a 1.750 immatricolazioni in meno. E c’è da scommettere che da domani la gran parte dei visitatori si limiterà a guardare. Il Motor show sarà per loro solo vetrina e spettacolo. Un’isola felice, quella dell’expo bolognese, lontana dagli scioperi e dallo spettro delle fughe all’estero. Un rifugio dove rimanere abbagliati da auto da sogno e de donne con sguardi ammiccanti e spacchi da urlo. L’occasione per toccare l’impossibile gli ospiti la troveranno al padiglione del Lusso, uno dei punti di forza di questa edizione. Lì si potranno ammirare inaccessibili Ferrari, Lamborghini e Aston Martin.

Il programma dell’edizione 2011 è quello classico. Una settimana di show, esibizioni di motocross, test drive e competizioni, tra le quali il tradizionale Memorial Bettega. Ci saranno 48 anteprime di cui otto mondiali. City car insieme ad auto di lusso, vetture d’epoca a pochi metri da motori elettrici e di ultima generazione. Così, nel primo fine settimana di dicembre, Bologna sarà divisa in due, anche nell’anima: il centro città rigorosamente vietato alle due e alle quattro ruote, e poco più in là una fiera pronta a celebrare il trionfo dell’automobile.