Anch’io non sono riuscito a non rivedere Il caimano di Nanni Moretti: film diseguale, ibrido, qua e là geniale, ma che forse sbaglia proprio la sua profezia più famosa, le fiamme che lambiscono il Tribunale subito dopo la condanna del Cainano. Non finirà così il berlusconismo: non con uno schianto, ma con un piagnisteo, se mi permettete la citazione. Se tutto va bene, non moriremo berlusconiani, bensì diversamente berlusconiani, per usare l’immortale espressione del mitico Angelino Alfano prima di vibrare la pugnalata. E tutto questo non ci tranquillizza affatto.

Certo, essere berlusconiani-berlusconiani non se lo poteva più permettere nessuno: neppure l’Angelino, che pure ha servito il Capo per vent’anni. Avete rivisto la scena del Berluska che dà del kapò all’attuale presidente del Parlamento europeo, il tedesco Schulz, insultando l’intero paese che oggi ci tiene per le palle, per esprimersi in modo da suscitare l’invidia di Vito Crimi? E la faccia di Gianfranco Fini lì accanto, che avrebbe già voluto scomparire e poi in effetti c’è riuscito: per non parlare di quell’altro bel tomo di Rocco Buttiglione, tutto ilare poco più indietro? Ci crederanno mai, i nostri nipoti, che siamo stati governati da gente così?

Ma sì che ci crederanno. Anzi, forse rimpiangeranno il berlusconismo, quello vero: che almeno aveva una sua sinistra grandezza. Perché, nel frattempo, avranno conosciuto le copie dell’originale: i diversamente berlusconiani, appunto. Quelli che non costituiranno più fondi neri all’estero, ma si precipiteranno a Lampedusa per difendere ancora la Bossi-Fini. Quelli che non corromperanno più i senatori, ma continueranno a controllare la Sanità, come l’ineffabile Roberto Formigoni, il più rappresentativo dei diversamente berlusconiani. Quelli che non copuleranno più con le nipoti di Mubarak, ah no, ma solo perché il Papa non vuole.

Quelli, infine, che adesso tenteranno davvero di cambiare la Costituzione, ma solo un pochino: violando appena appena l’art. 138, quello che regola le riforme costituzionali, per poi rimetterlo paro paro al suo posto, tanto a quel punto il più sarà fatto. A proposito: a Trieste il 9, a Roma il 12 ottobre, mi raccomando.