E’ italiana una delle tre persone uccise in Madagascar perché sospettate di traffico di organi. Nella giornata di giovedì nell’isola turistica di Nosy Be, a nord-ovest del Paese, una folla inferocita aveva bruciato vivi tre uomini dopo averli torturati: erano accusati di avere ammazzato un bambino di otto anni per venderne gli organi. Due di loro erano occidentali ed era trapelato subito che una delle vittime, Sébastien Judalet, era francese. Poche ore dopo, era stata arsa viva una terza persona, forse lo zio del bimbo. Questa mattina la Farnesina ha confermato che il secondo straniero è di nazionalità italiana, ma non ha precisato se si tratta dell’italo-francese Roberto Gianfalla, come sostenuto dai media locali.

Teatro del linciaggio è stato Hell-Ville, capoluogo dell’isola di Nosy Be, dove erano scoppiati degli scontri subito dopo la denuncia della scomparsa del piccolo, mercoledì. La polizia aveva immediatamente arrestato una persona e subito dopo c’era stato un assalto al commissariato. Negli scontri una persona è rimasta uccisa. Poi, giovedì mattina, il ritrovamento del corpo del piccolo, senza genitali e senza lingua, seguito dal linciaggio dei due stranieri occidentali. I media locali riferiscono che sarebbero stati trovati organi umani all’interno di un frigorifero nel palazzo dove abitavano i due stranieri. I due stranieri, secondo le prime testimonianze, avrebbero confermato sotto tortura della folla di essere i responsabili dell’omicidio e di trafficare organi. Secondo quanto reso noto dal ministro degli esteri francese, i due prima di essere bruciati sono stati impiccati sulla spiaggia. La terza vittima, uccisa in serata, è un cittadino malgascio, forse lo zio del bimbo. L’uomo è stato caricato a forza all’interno di una macchina e poi lanciato tra le fiamme davanti a 300 persone.

Uno dei primi a indicare la nazionalità della seconda vittima europea è stato il capo del distretto Malaza Ramanamahafahy. “Ho visto il suo passaporto, ha la nazionalità italiana”, ha assicurato. Ma ha aggiunto che il suo visto era scaduto e si trovava quindi in situazione irregolare in Madagascar. Diverse fonti locali hanno precisato che l’uomo era italo-francese. Sébastien Judalet, l’altra persona uccisa ieri, era invece entrato in Madagascar il 15 settembre con un visto turistico per 60 giorni. Il documento mostra che l’uomo ha fatto frequenti visite nel paese. “Due stranieri sono morti e abbiamo conferma che uno di loro è francese – aveva fatto sapere Philippe Lalliot, portavoce del ministero francese degli Esteri -. Ci affidiamo alla giustizia malgascia affinché faccia luce sulle circostanze esatte dell’accaduto e prenda le misure necessarie per assicurare la sicurezza dei nostri residenti sul posto”. Parigi raccomanda inoltre ai francesi presenti a Nosy Be di non spostarsi e ha fatto chiudere temporaneamente la scuola francese dell’isola.