Per capire meglio quello che sta succedendo in Piazza della Vittoria a Reggio Emilia, e cioè la costruzione interrata di box auto destinati ai privati, ho intervistato Davide Ferrari, portavoce del NoParkVittoria e membro del Collettivo R60, gruppo politico creatosi a Reggio Emilia nel settembre 2011, formato da lavoratori e studenti, attivo su quattro fronti: lavoro, ambiente, antifascismo e cultura. Il nome R60 deriva dal trattore prodotto durante l’occupazione delle Officine Reggiane (ottobre 1950- ottobre 1951).

Riusciresti a descrivermi brevemente il progetto di parcheggio sotterraneo di piazza della Vittoria a Reggio? Quali sono le ditte coinvolte e qual’è l’effettiva partecipazione, anche finanziaria, del comune?

“È un progetto che prevede la realizzazione di un parcheggio sotterraneo di due piani, per un totale di 247 box auto destinati ai privati. La realizzazione di questo progetto prevede la distruzione dell’intera piazza e di parte dei giardini pubblici di Reggio Emilia (che si chiamano Parco del Popolo). Su quella piazza sfilarono i partigiani nel ’45, fu il terreno degli scontri del  7 Luglio 1960,  e attualmente è sempre attraversata da cortei oltre ad essere la sede anche di eventi sportivi e musicali in estate. Tutto questo, tra poco sarà abbattuto dal clientelismo dell’amministrazione pubblica verso i soliti soggetti economici. Il Comune infatti concederà gratuitamente il suolo all’azienda Apcoa Parking Italia che gestirà il parcheggio per 30 anni ricavandone profitto. Solo scaduto questo tempo la struttura tornerà e gestione comunale. Dell’intervento se ne occuperà la Reggio Emilia Parcheggi S.p.a. (società di progetto costituita da CCC [che si sta defilando], CCM, Apcoa Parking Italia e Final). Vista la scarsità di box-auto venduti (i pochi venduti sono stati non ai commercianti della piazza o ai residenti, ma a gente che abita fuori Reggio) il Comune si è impegnato ad acquistare i box invenduti, per un valore che oggi da nostri dati si aggira sui 6,4 milioni di euro. Cifra folle visto il mento di crisi. Questi box comprati dal comune saranno messi disponibili a rotazione a ben 2 euro all’ora per poi un giorno sperare di essere venduti”.

Il progetto quando inizierà e quanto durerà?

“I lavori ufficialmente sono già iniziati con i rilevamenti di carotaggio e la cantierizzazione, ancora parziale, dell’area e si concluderà con la ripavimentazione della piazza. Il sindaco Ugo Ferrari si è pronunciato dicendo che i lavori dureranno un anno e mezzo, di parere diverso è il suo assessore, Mimmo Spadoni, che ipotizza un intervento complessivo di tre anni, il doppio del tempo, periodo che ci pare più realistico. Visto che dal carotaggio è emersa una domus romana con un mosaico in buono stato, gli scavi non si potranno fare a diaframma ma a mano”.

Com’è nato il comitato contro il parcheggio sotterraneo di Piazza della Vittoria? Da chi è composto e quali obbiettivi si pone?

“Il comitato è nato su idea di noi del Collettivo R60 ed è composto dai commercianti che hanno attività nella piazza, dai residenti e dai cittadini sensibili al tema. Si pone l’obbiettivo di fermare i lavori e fare in modo che i soldi che è disposto a sborsare il Comune vadano per le vere emergenze reggiane che non sono sicuramente la mancanza di parcheggi, ma sono l’emergenza lavoro (30000 disoccupati) e l’emergenza casa (10000 case sfitte, 1000 senzatetto, 800 sfratti all’anno). Qua se non si fermano i lavori decine di attività commerciali andranno in fallimento lasciando a piedi, per non dire per strada, decine e decine di famiglie. Ma al sindaco questo evidentemente non interessa”.

Quali sono i rischi strutturali e ambientali inerenti alla costruzione del parcheggio?

“I rischi di crollo sono reali, abbiamo tre teatri costruiti a metà Ottocento che si affacciano sulla piazza e che rischiano di essere danneggiati, inoltre nel sottosuolo vi sono i resti dell’antica cittadella oltre a molti reperti archeologici della città romana. Inoltre con il comitato No Park Vittoria, abbiamo rilevato, ai primi lavori di cantierizzazione, alcune crepe nelle cantine delle abitazioni e nel piano interrato dei negozi. Per non parlare dei bambini dell’asilo Diana (considerato il migliore del mondo) lì a pochi passi che dovranno respirare polveri tutto il giorno per almeno tre anni. In moltissime parti d’Italia e d’Europa con questi parcheggi si sono verificati crolli o danneggiamenti delle strutture adiacenti”.

Il parcheggio immagino che rientri all’interno del restyling della piazza dei teatri. Ci puoi dare qualche informazione su questo progetto?

“Certamente rientra nel progetto di restyling . Cosa certa è che nonostante il comitato abbia raccolto più di 3000 firme in un mese, presentato una mozioni in consiglio comunale che è stata respinta e fatto varie mobilitazioni in piazza e iniziative pubbliche, l’amministrazione comunale ha rifiutato qualsiasi tipo di ripensamento collettivo sul progetto. Come ci ha detto personalmente il sindaco Ferrari alla presenza della commissione comunale, dimostrando la sua concezione politica antidemocratica: “Noi non seguiamo la volontà della maggioranza dei cittadini, seguiamo ciò che ci pare giusto”.