Spuntano i primi indagati nell’inchiesta della Procura di Roma sulla gestione dell’impianto del rugby Tre Fontane all’Eur, affidato dall’amministrazione comunale – in particolare dalla giunta guidata da Gianni Alemanno – alla Rugby Roma Club, al tempo presieduta da Riccardo Mancini, coinvolto nello scandalo per le presunte tangenti dell’affaire filobus Breda Menarini. Sono 5 le persone iscritte nel registro degli indagati dal pm Paolo Ielo. L’ipotesi di reato è abuso d’ufficio. Si tratta dell’ex vicesindaco Sveva Belviso, dell’ex delegato allo sport del Comune Alessandro Cochi, dell’ex amministratore dell’Ente Eur Riccardo Mancini, del direttore dell’ufficio sport del Campidoglio Bruno Campanile e del direttore del Coni Servizi Diego Nepi. Tutto è nato dalla denuncia presentata lo scorso anno dai legali dell’associazione dilettantistica Nuova Rugby Roma, estromessa dal campo del Tre Fontane. Finisce così all’esame degli inquirenti la storia raccontata più volte – anche a causa di alcune pronunce del Tar – dal fattoquotidiano.it.

Da una parte Mancini, il potente braccio destro di Gianni Alemanno e dall’altra la Nuova Rugby Roma, società con 255 tesserati fondata da un gruppo di genitori degli atleti. Nonostante due sentenze del Tar abbiano ordinato il reintegro di quest’ultima nel bando di concorso per l’assegnazione dell’impianto, la Nuova Rugby Roma è ancora senza campo. Nella gara per l’assegnazione dell’impianto la Nuova Rugby aveva proposto di pagare un canone di 24 mila euro annui a fronte dei 2300 offerti dal Rugby Roma Club di Mancini (che li gestisce ancora oggi). “Sono anni ormai che ci battiamo per veder riconosciuti i nostri diritti – spiega Roberto Barilari, presidente della Nuova Rugby Roma – Dopo ben due sentenze del Tar che ci hanno dato ragione attendiamo ora fiduciosi che anche l’inchiesta della Procura di Roma faccia rapidamente il suo corso. Vorrei sottolineare che nonostante il cambio di amministrazione comunque noi siamo ancora senza campo e sabato prossimo inizia la prima partita di campionato”. 

Ed ora si potrebbe profilare anche un presunto danno erariale. “Sulla questione ora – spiega il legale della Nuova Rugby Roma, Massimiliano Colafigli – sta indagando anche la Corte dei Conti visto che la nostra offerta superava di gran lunga quella della società di Mancini. Spero che il nuovo sindaco Marino si voglia costituire parte civile nel processo, come ha già dichiarato di voler fare. Difficile però conciliare tale volontà con il totale immobilismo da parte del Comune di Roma sulla vicenda. Nonostante la Federazione italiana rugby abbia espresso parere positivo sull’utilizzo da parte di più società sportive dell’impianto del Tre Fontane, l’amministrazione capitolina non ha fatto nulla, noi siamo ancora senza campo”. Nel frattempo gli atleti della Nuova Rugby Roma continuano ad allenarsi nei campi da calcio pagando un affitto di circa 70 euro l’ora.