“Appena ho visto che c’erano traccheggiamenti, che i deputati, come dicono a Copenaghen si ‘annacavano’ (dal dialetto siciliano: muoversi lentamente per non fare qualcosa n.d.r.) ho deciso di dimettermi”. Antonello Cracolici, deputato regionale del Pd, torna sulle sue dimissioni da presidente della Commissione sulla spending review della Regione Siciliana. Cracolici si è dimesso dopo che gli altri deputati avevano iniziato a fare melina per ritardare il taglio del loro stipendio per circa duemila euro lordi, come previsto dal decreto Monti. “Credo che il taglio fosse maggiore” spiega ai microfoni ilfattoquotidiano.it entrando al San Paolo Palace Hotel di Palermo, dove si è svolto il congresso regionale del Pd. “Il punto – spiega – non è quanto ci tagliamo di stipendio, ma  affermare il principio che autonomia non vuol dire privilegi. Io volevo che i deputati regionali siciliani guadagnassero come i colleghi lombardi”. Presente al congresso siciliano dei democratici anche Fabrizio Ferrandelli, ex candidato sindaco di Palermo e attualmente deputato regionale della corrente di Matteo Renzi. Che spiega perché non potrebbe diminuirsi lo stipendio fino a 2500 euro come hanno già fatto di deputati del Movimento Cinque Stelle. “Diminuirmi lo stipendio come i grillini? Non posso, afferma. Ho già a che fare col Pd che mi ha indebitato nella scorsa campagna elettorale a sindaco. Io non solo pago i miei debiti, ma investo anche nel volontariato”  di Silvia Bellotti e Giuseppe Pipitone