All’improvviso l’operazione impunità duratura volge al peggio. La decadenza del pregiudicato Silvio Berlusconi torna ad avvicinarsi. Il Cavaliere lo capisce con terrore non appena il Quirinale nomina quattro nuovi senatori a vita. Vedere Giorgio Napolitano che, dopo aver benedetto le aperture nei sui confronti di Luciano Violante (il ricorso alla Consulta per congelare la situazione), decide di applicare alla lettera un articolo della Costituzione ha sul frodatore del fisco lo stesso effetto dell’aglio con i vampiri, o dell’acquasanta con i diavoli.

Scoprire che il laticlavio è andato a tre italiani e un’italiana che, proprio come recita l’articolo 59 della Carta, “hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”, lo lascia sgomento.

Per il maxi evasore fiscale la scelta ha un solo significato: il Pd non è disposto a salvarlo, il Colle ne ha dovuto prendere atto (o peggio ha tramato contro di lui) e per questo ha fatto entrare a palazzo Madama quattro persone di talento e per bene come Carlo Rubbia, Claudio Abbado, Renzo Piano e Elena Cattaneo. Gente che, secondo il Cavaliere, gli voterebbe sicuramente contro e che potrebbe anche sostenere la nascita di un esecutivo diverso. Magari, come dice Calderoli, di “un Letta bis” con qualche transfuga del centrodestra o, addirittura, del M5S.

Così il pregiudicato lancia per la prima volta un gangsteristico ricatto esplicito: “Non siamo disponibili a mandare avanti il governo se la sinistra dovesse intervenire su di me, sul leader del Pdl, impedendogli di fare politica”. Non si fida dei suoi, non si fida di Letta, da questo momento non si fida più di Napolitano. Fa la voce grossa e mostra i muscoli sperando di far paura. Ma è lui ad averne. E tanta.

Se il Pd resiste è finito. E dopo pioverà, pioverà parecchio. Ma non ci sarà il diluvio.

Ps: Come di consueto Berlusconi, meno di 18 ore dopo aver avanzato  la  chiara minaccia , ridiventa un agnellino. È la tattica tipica utilizzata da molte organizzazioni criminali: blandizie e minacce, minacce e blandizie. “Non ho pronunciato nessun ultimatum, il governo sta facendo cose egregie” , dice in attesa che alle 15 di domenica primo settembre 10 senatori piemontesi del Pd si riuniscano per discutere del Lodo Violante (il ricorso alla Corte Costituzionale). Ieri scrivevamo che se il Partito Democratico resiste il pregiudicato Cavaliere è finito. Lo ribadiamo. Ma resisterà? Per farlo occorre essere uomini (e donne). Non ominicchi o quaquaraquà.