Niente elezioni, nessun piano B, il governo va avanti concentrato sul programma per crescita e riforme. Enrico Letta sembra fiducioso sulla tenuta del suo esecutivo, nonostante le tensioni dei giorni scorsi con il Pdl e dopo l’incontro con Angelino Alfano. “Non ragiono su piani B – le sue parole riportate dal quotidiano il manifesto – sono concentrato sul programma che mi sono dato: Europa sociale e della crescita, non solo del rigore, rilancio economico del nostro paese e riforme, legge elettorale in primis. E naturalmente nessun baratto tra vicende giudiziarie del leader del Pdl e Governo”. Oggi ad Arcore è previsto un vertice e dopo gli ultimatum lanciati verso l’esecutivo sembra farsi avanti per Silvio Berlusconi l’ipotesi di una istanza per l’affidamento ai servizi sociali. L’ipotesi amnistia, solo per il momento, sembra accantonata come quello di un nuovo indulto o della concessione dell grazia. 

Al quotidiano austriaco Kurier il presidente del Consiglio ha ribadito la convinzione che non ci saranno scossoni per il governo: “Troveremo una soluzione”. E al giornalista che chiedeva come sia possibile che la vicenda giudiziaria dell’ex premier minacci la vita dell’esecutivo, ha risposto: ”Appunto, ci sono le leggi e a queste tutti si devono attenere”.  Nel corso dell’intervista, che il premier ha rilasciato il 21 agosto poco prima di volare a Roma per il faccia a faccia a Palazzo Chigi con Angelino Alfano, il direttore del quotidiano Helmut Brandstaetter ha chiesto di spiegare il fenomeno Berlusconi. ”Sono convinto – ha risposto il premier – che negli ultimi 20 anni ogni austriaco se ne è fatto un’idea”.

Letta spera di poter portare avanti il governo delle larghe intese per raggiungere l’obiettivo della ripresa: “Oggi la ‘terra promessa’ dell’uscita dalla crisi è finalmente a portata di mano. Giungervi, non fermarci sulla soglia, dipende da noi. Dipende  – afferma Letta, in un messaggio per la manifestazione “Toscana arcobaleno d’estate’, pubblicato su Quotidiano Nazionale – da una volontà di mobilitarci che sia all’altezza delle nostre potenzialità, che sia capace di ridarci ossigeno e farci percorrere con fiducia e forza di volontà l’ultimo miglio che ci separa dalla fine della crisi”.

“Penso che si dovrebbe cercare comunque di avere una maggioranza in questo Parlamento, quantomeno per cambiare la legge elettorale. E poi se non ci fossero possibilità ci saranno le elezioni” dice Massimo D’Alema al Tg1. ”Letta ha legato il suo impegno a questa difficile e importantissima transizione. Il governo è di transizione, nel senso che la normalità democratica è l’alternanza tra centrosinistra e centrodestra. Un governo in cui noi collaboriamo con Berlusconi è chiaramente un governo transitorio, che ha il compito di fare determinate riforme e poi ricondurci alla normalità della democrazia dell’alternanza. Sarebbe un danno al paese una crisi di governo. Il governo deve riagganciare la ripresa, promuovere l’occupazione e deve fare le riforme, quelle politiche e quella elettorale”. 

Sul sindaco di Firenze l’ex premier dice: “In caso di primarie la mia opinione è che il candidato più probabile sarebbe Renzi. Non ho fatto endorsement proprio a nessuno. Ho detto di ritenere – ha detto D’Alema riferendosi a Renzi – che sarebbe il candidato verso il quale andrebbe il consenso della maggioranza dei nostri elettori. Credo che sia una valutazione oggettiva sul candidato che in questo momento rappresenta di più un’istanza di cambiamento. Ma sono sei mesi che lo dico”.