Il 14 agosto 2003 mi chiesi: come faccio a controllare realmente il mio lavoro? Questa domanda portò, poco dopo, alla pubblicazione di un articolo, eseguito con il Politecnico di Milano, che sviluppava un semplice concetto: i controlli sanitari occorre farli sui pazienti non sulle cartelle cliniche dove il medico può scrivere tutto ed anche il suo contrario.

Quello fu il mio blocco di partenza dal quale si intersecarono diverse vie, diverse idee, diverse proposte.

A dieci anni di distanza mi rendo conto che la sanità italiana è tristemente “ferma“, al pari della politica. Nessuno dei politici, vecchi e nuovi, si è veramente interessato al nuovo vero che cercavo di far capire in tutti i modi.

La sanità, gestita dalla politica, fa paura ai politici. I medici hanno un potere in numero di voti, avendo in mano la salute dei cittadini, che i politici ben conoscono ed assecondano.

La sanità gestisce il 75% dell’economia del nostro paese. Tutti vogliono entrare in questo “grande gioco“. A pochi interessa la salute vera; a molti interessa gestirla, impossessarsi in qualche modo della salute dei cittadini. In questi giorni, ad esempio, è tornata alla ribalta la sanità illusionistica” del metodo Stamina.

La sofferenza, ancor più evidente se si tratta di piccoli pazienti, messa in palcoscenico dove i personaggi sono rappresentati da persone che poco hanno a che fare in modo stretto con la missione della medicina.

Da un lato il signor Vanoni, che appositamente non chiamo dottore non perché non sia laureato ma per non confonderlo come medico visto che medico non è, che dice che l’Aifa aveva autorizzato la sperimentazione del suo metodo. Il giorno seguente la secca smentita dell’agenzia italiana del farmaco.

Dall’altro un magistrato, fra i tanti, che autorizza il metodo ad un paziente ultraottantenne non proprio come metodo “compassionevole“.

Ma quanto c’è di salute in tutta questa storia sanitaria? Quale motivo esiste per voler mantenere a tutti i costi segreto un metodo se è utile al bene comune? Chi legittima un magistrato ad intervenire in decisioni sanitarie che non hanno fondamento scientifico?

Certo non mi sento di giudicare chi si affida a persone che hanno sviluppato intorno un effetto più mediatico e spettacolare che realmente sano. Ma chi protegge i cittadini? Forse quei magistrati che autorizzandolo divengono scienziati o, in parte, complici del metodo stesso?

La confusione nella sanità continua. Si incrocia con la confusione di chi la sanità vuole gestirla, la politica; che si incrocia con la confusione di chi la politica vuole controllare, la magistratura; che a sua volta si incrocia con il mondo scientifico che dovrebbe essere “asettico“, solo dalla parte del cittadino-paziente. Purtroppo spesso così non è perché i giochi politico-economici vincono.

A meno che quei cittadini-pazienti non “incrocino“, sulla loro strada, persone che hanno intenzione di affrontare un nuovo decennio nell’indifferenza generale ma nella consapevolezza di una lotta perenne al loro fianco per una nuova sanità. Una sanità sana.

Si ricercano sognatori o semplicemente persone che vogliano ascoltare e, nel caso, diffondere.