Sarò volutamente brutale: alla stragrande maggioranza dei milioni di italiani che hanno votato M5S, della Gambaro non frega una beata mazza. Come non gliene fregava nulla della querelle-diaria o di tutte le baruffe pallosissime (e dannosissime) tra parlamentari.

Come ha ricordato ieri Marco Travaglio, nell’ennesimo editoriale che condivido integralmente, la situazione rimane questa: “Sappiamo bene che i neoeletti stanno imparando il mestiere di parlamentari; hanno presentato una ventina di disegni di legge e altri ne stanno preparando; le loro presenze in aula e in commissione superano largamente quelle degli altri gruppi; hanno rinunciato (unici nella storia) al finanziamento pubblico di 42 milioni di euro; hanno avviato (unici nella storia) le pratiche per dichiarare ineleggibile B.; han fatto approvare una mozione per consentire a chi avanza crediti dallo Stato di scalarli dalle caselle esattoriali; hanno appoggiato la proposta del Pd Giachetti per tornare al Mattarellum, ovviamente sabotata dal partito unico Pd-Pdl-Monti; hanno contestato assieme a Sel il golpetto del governo in Senato per aggirare l’articolo 138 della Costituzione. Ma tutto questo i milioni di italiani che s’informano (si fa per dire) dai camerieri del potere non lo sanno. Da quando gli usurpatori hanno osato metter piede nel Palazzo, le guardie del corpo dei partiti e dei loro padroni dipingono M5S come un covo d’incompetenti sfaccendati e teleguidati che passano il tempo a litigare, epurare, espellere, o a parlare di scontrini, mentre Grillo e Casaleggio fanno soldi a palate”.

Ecco il punto: al netto degli errori, che ci sono stati e che chiunque dotato di onestà intellettuale dovrebbe ricordare, il M5S è l’unica (o quasi) forza a combattere certe battaglie. Ma queste battaglie non vengono raccontate da gran parte dei media. Proprio per questo la vicenda Gambaro è esattamente ciò che vogliono casta e stampa; ed è esattamente ciò che non vuole l’elettore M5S.

Se qualcuno viola le regole, tipo il Folgorato Dalla D’Urso, venga allontanato, come capita ovunque (ma se capita nel Pd non fa notizia). Se qualcuno si sfoga, come la Gambaro, sticazzi: parlatene tra voi, non ha infranto nessuna regola (ha fatto un errore politico, che è cosa diversa). Senza Beppe Grillo il M5S avrebbe preso lo 0.1%, anzi neanche sarebbe mai nato; ma Grillo non può “bannare” chiunque osi criticarlo (è il Parlamento, non un profilo Twitter). Se l’è presa per la Gambaro? Le telefoni, la mandi a quel paese. Non ce ne frega una beata mazza. Il dissenso esiste e deve esistere. Grillo fa cazzate come tutti. Se ne faccia una ragione.

Basta con questa faida tra yes-(wo)men pedanti e teneri favietti salsati di ritorno (“Movimento Cinque Polli”, diceva ieri sempre Travaglio). Più fate così, più regalate gioie a chi vi odia. Se questo scazzo gigantesco vi serve per serrare le fila, bene. Poi però basta.

Questi harakiri se li può permettere il Pd, che vive di harakiri puntualmente giustificati dai media (e da molti suoi stessi elettori); se li può permettere il Pdl, che non è un partito ma un esercito di Silvio. Se li possono permettere Monti e Lega, che ormai non esistono più. Voi no. Voi non potete permettervelo.

Siete stati votati per contribuire al cambiamento, non per farci sapere che a Crimi la Gambaro sta sulle palle. Fatevi grandi e smettetela di litigare come all’asilo.