Il rapporto “Global wealth 2013” del Boston Consulting Group (BCG) conferma, come ho già sostenuto molte altre volte, che questa lunga fase di crisi economica ha giovato non poco alle persone molto benestanti e ciò grazie alle enormi masse di liquidità immesse sui mercati da diverse banche centrali.

Nel 2012, la ricchezza in mano a soggetti con patrimonio superiore al milione di dollari è aumentata del 7,8% a 135.500 miliardi di dollari, più che raddoppiando il tasso di crescita del 3,6% registrato nel 2011.

Sempre il rapporto del BCG prevede che entro 4 anni la ricchezza cresca di un ulteriore 26% per superare i 170.000 miliardi di dollari. A livello mondiale, quasi 14 milioni di persone possiedono un patrimonio superiore al milione di dollari, mentre 12.000 persone possiedono un patrimonio superiore ai 100 milioni.

I tassi di crescita sono differenziati per area geografica ma in ogni caso elevati: si va dal 14% dell’area Asia/Pacifico al 10,5% dell’America Latina per finire al 5% dell’Europa Occidentale

L’analisi del BCG non fa che confermare la tesi in premessa: dei 5.300 miliardi di dollari di nuova ricchezza creata nel 2012, quasi il 74% (3.900 miliardi) sono dovuti alla crescita dei portafogli esistenti determinata dal rialzo dei mercati “drogati” dalla liquidità immessa dalle banche centrali.

Quando ho costituito la Fondazione Condividere ero consapevole di quanto sopra e mi sono posto l’obiettivo di indicare un percorso, nella speranza che altre persone come me, che hanno potuto beneficiare di questa lunga fase di rialzi dei mercati, sentissero l’esigenza di condividere parte delle proprie fortune con persone in difficoltà, avvertendo, come è successo a me, il disagio di vedere crescere il proprio benessere mentre una grande parte della popolazione continua a subire gli effetti drammatici della crisi economica.

Qualche giorno fa ho sollecitato il Direttore della mia banca, al quale mi ero rivolto affinché cercasse tra i propri clienti benestanti qualcuno disponibile a donare parte delle proprie risorse ed entrare nella mia Fondazione, per sapere se la sua ricerca era stata fruttuosa. La risposta è stata sconsolante per non dire peggio: mi ha detto che i suoi clienti in questo momento sono “molto preoccupati per la crisi” e cercano “di salvare il salvabile”…come dire una commovente forma di immedesimazione con chi è stato colpito dalla crisi da parte di chi ne ha beneficiato maggiormente.

Ha chiuso il suo messaggio dicendomi che gli sembro sempre più una mosca bianca…più che altro, come ho già avuto modo di dire ad un’amica che aveva scritto un articolo sulla mia attività, mi sento come Kevin Spacey nel film K-Pax: un terrestre come gli altri ma che dai suoi simili viene scambiato per un alieno

Facili battute a parte, penso sia veramente desolante questa assoluta mancanza di etica e di coscienza civile da parte di chi ha avuto, spesso neanche per proprio merito, la fortuna di disporre di risorse cosi ingenti.

Andrea, Fondazione Condividere