L’annuncio è finalmente arrivato. Bruxelles ha chiuso la procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia, che era stata aperta dopo che i conti pubblici avevano sforato il tetto del 3% del rapporto deficit/pil fissato dai parametri di Maastricht. A fare scattare la decisione dell’Unione europea sono le previsioni macroeconomiche per l’economia italiana che, anche se di poco, sono sotto la soglia limite per quest’anno e il prossimo.

Gli effetti benefici non arriveranno prima del 2014
E’ ancora presto, però, per mettere mano ai nuovi fondi. Chiudere la procedura di infrazione e tornare tra i Paesi virtuosi non significa infatti sbloccare subito ulteriori risorse. “I margini si aprono soprattutto per il 2014″, ha chiarito il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni. Grazie a un calo atteso del disavanzo per l’anno prossimo, infatti, l’Italia potrà indebitarsi di più, circa dieci miliardi, senza sforare il limite imposto dall’Ue. Il beneficio immediato è, ad esempio, per situazioni come i pagamenti della pubblica amministrazione che non devono più essere giustificati. L’altro margine di manovra, che potrebbe liberare risorse vere, dovrà essere invece contrattato nel vertice di giugno.

L’Italia resta “sorvegliata speciale” e Bruxelles chiede riforme strutturali
L’Italia, avverte Bruxelles, resta comunque “sorvegliata speciale“. L’esecutivo Ue, nel documento approvato, raccomanda al governo di andare avanti sulla strada delle riforme strutturali rendendo tra l’altro più flessibile il mercato del lavoro, spingendo sulle liberalizzazioni, snellendo la burocrazia e riformando la giustizia civile per dare più certezza agli investitori. La Commissione teme infatti che senza riforme che sblocchino la crescita il Paese sarà condannato alla recessione. Il rischio è che l’Ue faccia un passo indietro. Se la recessione dovesse continuare, o la correzione non venisse centrata annualmente, l’Italia tornerebbe nel mirino di Bruxelles che potrebbe riaprire anche subito, cioè dal 2014, una nuova procedura.

Cos’è e come funziona la procedura sul deficit
Ma cos’è, esattamente, la procedura di infrazione per deficit eccessivo? L’
Excessive deficit procedure (EDP) serve a dissuadere i Paesi europei dallo sforare le regole sul bilancio contenute nel patto di stabilità e crescita, uno degli accordi su cui si basa l’Unione europea. Quando uno Stato oltrepassa i limiti di indebitamento, la Commissione europea riporta la violazione al Consiglio Ue, che formula una serie di raccomandazioni, con una scadenza entro la quale lo Stato deve risanare i conti. E, nel caso in cui i Paesi richiamati non prendono i provvedimenti necessari, ricorre a delle sanzioni, che possono essere multe oppure una sospensione della concessione di parte dei finanziamenti europei.

Olli Rehn avverte che i margini di spesa restano molto stretti
L’Unione europea, nel caso dell’Italia, non si è limitata a sospendere la procedura e chiedere di proseguire con le riforme. Il commissario agli affari economici Olli Rehn ha spiegato che “dopo le recenti decisioni del governo italiano su alcuni aspetti della tassazione, è necessario che stabilisca delle rigide clausole di salvaguardia per tenere il deficit sotto controllo”. Del resto, la Commissione aveva già chiesto al governo di prevedere la clausola di salvaguardia qualora il rinvio dell’Imu non trovasse copertura: “Questa era una delle condizioni per chiudere la procedura per deficit eccesivo”, ha chiarito Rehn, sottolineando che l’Italia ha margini ”molto stretti” sui conti anche perché “ha già usato la maggior parte dei margini che aveva per pagare i debiti della pubblica amministrazione”.

Il commissario Oettinger: “Italia ingovernabile come la Bulgaria”
A smorzare gli entusiasmi, mentre Bruxelles annunciava la chiusura della procedura di infrazione per l’Italia, è intervenuto anche il commissario europeo per l’energia, Guenther Oettinger. ”A me preoccupano Paesi che complessivamente sono quasi ingovernabili come Bulgaria, Romania e Italia”, ha detto in un’intervista alla Bild online, esprimendo forti preoccupazioni sulla situazione europea, definita un “caso di risanamento”. E ha aggiunto: “Mi preoccupa che troppi ritengano che tutto vada bene, Bruxelles non ha ancora riconosciuto la gravità della situazione”.

Letta festeggia e dà il merito al governo di Mario Monti
La decisione di Bruxelles è stata comunque accolta a braccia aperte dal governo italiano. “Raccogliamo il frutto del lavoro dei precedenti governi, in particolare di quello presieduto da Mario Monti, al quale va il mio personale ringraziamento”, ha commentato il premier Enrico Letta, sottolineando che “l’uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi è motivo di grande soddisfazione”. Festeggia anche il mondo degli industriali. “E’ una svolta positiva, un segnale di ottimismo non per ricominciare a spendere oltre i limiti, ma per programmare investimenti”, ha avvertito il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. E ha aggiunto: “Partendo da qui sicuramente non possiamo spendere a man bassa ma sicuramente programmare qualche investimento”.