Il senatore Antonio Verro, amico di vecchia data del Cavaliere, ha deciso di lasciare il Senato e di restare nel Consiglio di amministrazione della Rai, da dove per altro non si era mai dimesso. Per chiarire meglio il senso politico della sua scelta ha pensato bene di rilanciare dichiarazioni ed interviste dalle quali traspare il senso della sua missione: garantire alla destra la maggioranza dentro il Consiglio Rai ed assicurare un controllo sul polo Raiset in caso di elezioni anticipate.

Può piacere o no, ma al consigliere Verro e al suo capo, vanno almeno riconosciute doti di chiarezza e schemi di gioco forse vecchi, ma ancora efficaci, come hanno dimostrato anche i risultati delle ultime elezioni politiche. La scelta di lasciare il Senato è il frutto di una riflessione  comune; si tratta di un investimento sulle battaglie future, un monito al gruppo dirigente della Rai affinché non si sogni  neppure di avviare un percorso di autoriforma nel segno di una effettiva autonomia industriale, editoriale e politica.

La Rai, ha detto Verro, ha bisogno di più politica, e dunque, anche se non viene esplicitato così, di un maggior controllo da parte del governo e di quelle forze politiche già hanno espresso il consiglio in carica. Esattamente il contrario di quello che, nei loro programmi, hanno sostenuto Sel, 5 Stelle, il Pd di Bersani e persino alcuni rappresentanti di Scelta Civica.

Dal momento che Verro e Berlusconi hanno reso note le loro intenzioni, cosa aspettano gli altri a concordare una posizione comune? Conflitto di interessi, norme anti trust, liberazione delle Autorità di garanzia e della Rai dal controllo diretto dei governi e della politica, non potrebbero diventare altrettante proposte concordate e condivise? Perché un gruppo di parlamentari non provano a scriverle e a depositarle andando oltre i confini di parte, di partito, di movimento, di schieramento?

Articolo 21 consegnerà ai vari gruppi una bozza di proposta e si metterà a loro disposizione per arrivare ad una possibile sintesi. Berlusconi vuole arrivare alle prossime elezioni controllando le principali piazza mediatiche, perché mai gli esclusi e gli escludendi  dovrebbero autoconsegnarsi?