Il Comune di Milano è alle prese con il bilancio 2013 che presenta un deficit di 437 milioni di euro. A questa cifra si arriva sia per i vincoli imposti dal patto di stabilità sia per il divieto di usare le entrate straordinarie (200 milioni nel 2012) per finanziare le spese correnti.

E’ quindi evidente che il Comune è costretto a scelte dolorose per i tagli che colpiranno un po’ tutti i settori. Ciò che è un po’ meno evidente sono le scelte fatte sulle voci da tagliare: sono stati tolti infatti ben 5 milioni all’assistenza domiciliare agli anziani e per i sussidi agli adulti in difficoltà. Quest’ultima scelta, tagliare proprio su chi è maggiormente in difficoltà, mi sembra assurda. Già oggi il Comune in molti casi offre un supporto limitato nei casi di indigenza assoluta (come Fondazione siamo intervenuti numerose volte per fornire un sostegno al reddito quando il Comune non poteva), una ulteriore riduzione è incomprensibile soprattutto per una Giunta che per la sua area di collocazione politica dovrebbe avere una particolare attenzione a questi temi. Le spese correnti del Comune di Milano sono di 2,5 miliardi di euro all’anno: sono sicuro che in una cifra come questa si possono trovare altre voci da tagliare, come ad esempio le consulenze, cresciute in un anno del 35%.

La strada maestra sarebbe ovviamente quella di rivedere i vincoli imposti dal patto di stabilità. Deve infatti essere abbandonata l’idea prevalente che uno sforamento limitato di questi vincoli comporterebbe automaticamente un nuovo attacco speculativo sui nostri titoli di stato come avvenuto nel 2010/11. Questa visione può fare certamente comodo ad alcuni, ma non riflette la realtà dei mercati. Premesso che altri paesi hanno già ottenuto delle deroghe, gli attacchi speculativi non si ripeteranno per almeno 2 fattori: il meccanismo di difesa posto in essere dalla Bce (OMT) e le scelte di politica monetaria di Usa e Giappone che hanno inondato i mercati di liquidità e scatenato una caccia ai titoli che offrono rendimenti elevati come i nostri Btp, i cui tassi sono scesi in poche settimane da oltre il 5% a meno del 4%. Continuare ad imporre questi vincoli ha quindi valenza solo ai fini elettorali per Angela Merkel che vuole presentarsi ai propri elettori dimostrando di avere speso sì il loro denaro per aiutare i paesi “deboli” ma di avere anche imposto loro sacrifici adeguati. Questo è un mito da sfatare: non un solo euro dei contribuenti tedeschi è stato speso per aiutare i paesi del Sud Europa. Gli interventi comunitari sono sempre stati erogati sotto forma di finanziamenti a tassi molto elevati, che hanno comportato utili cospicui per i singoli paesi che li hanno erogati.

Se non fosse invece possibile rivedere il patto di stabilità, mi aspetto in ogni caso che Il Comune di Milano provveda a reperire i 5 milioni tagliati all’assistenza (lo 0,2% delle spese) aumentando in modo selettivo alcune imposte su chi un reddito lo percepisce senza accanirsi su chi un reddito proprio non lo ha.

Andrea, Fondazione Condividere