Assassinati con una trentina di colpi di pistola e poi bruciati nelle campagne tra Bagheria e Casteldaccia. Finisce nella periferia siciliana l’epopea criminale di Juan Ramon Fernandez e Fernando Pimentel, i due spagnoli che facevano da garanti del narcotraffico tra il Canada e la Sicilia. Il loro nome era contenuto nella lista dei ventiquattro boss che ieri sono finiti nella rete degli inquirenti. Di Pimentel e Fernandez però a Bagheria non c’era traccia. I due erano entrambi esponenti della famiglia mafiosa dei Rizzuto, il clan principale di Toronto, in Canada. E proprio da Toronto veniva Fernandez, che dopo aver scontato dieci anni di reclusione per narcotraffico era stato espulso dal Canada. Gangster di rispetto, fedelissimo del boss Vito Rizzuto si faceva chiamare “Joe Bravo“, detto anche “il ballerino”. 

Dopo essere stato espulso dal Canada i Rizzuto lo avevano quindi spedito in Sicilia, a Bagheria, per coordinare il traffico di stupefacenti tra il nord America e l’Italia. Ad affiancarlo, da qualche mese, era stato invece mandato il più giovane Pimentel, anche lui di origine ispanica e affiliato alla cosca dei Rizzuto. I rapporti a distanza tra Fernandez e il suo capomafia Vito Rizzuto di recente si erano però incrinati. Secondo fonti giudiziarie da Bagheria il narcotrafficante avrebbe rifiutato di schierarsi nella faida che a Toronto stava coinvolgendo due fazioni del clan dei Rizzuto. E gli italo-canadesi avrebbero impartito l’ordine di “levare di mezzo” i due spagnoli ai cugino siciliani. “Quando Vito Rizzuto viene estradato negli Stati Uniti il suo clan subisce pesanti colpi, come l’assassinio del figlio Nick. Poi quando Rizzuto torna in Canada parte la controffensiva. È possibile che a Fernandez sia stato contestato il fatto di essere rimasto in Sicilia, dato che nonostante l’espulsione riusciva spesso a rientrare a Toronto” racconta Antonio Nicaso, storico della criminalità organizzata specializzato sulle faide di Cosa Nostra americana.

Secondo gli inquirenti ad eseguire il duplice omicidio sarebbero stati due fratelli di Bagheria Pietro e Salvatore Scaduto, emigrati in Canada alla fine degli anni ’80 e poi tornati di recente in Sicilia dopo l’espulsione dallo Stato nord americano. I fratelli Scaduto avrebbero attirato con un pretesto Fernandez e Pimentel nelle campagne alle porte di Casteldaccia: dopo una scarica di proiettili avrebbero dato fuoco ai corpi, ritrovati carbonizzati e sotterrati, dopo una segnalazione anonima ai carabinieri. Secondo il medico legale l’esecuzione risalirebbe addirittura a qualche settimana fa.