E’ vero che i sondaggi danno per scontato che il Pdl sorpasserebbe il Pd , ma è anche vero che nelle elezioni vere, quelle che si tengono realmente, dopo la svolta verso le larghe intese, la piddina Serracchiani ha vinto in Friuli, il sindaco del Pd di Udine è stato confermato, a Roma probabilmente vincerà un sindaco del Pd.  

Non si parla altro che del Pd. Il Presidente del Consiglio è del Pd, raramente questo partito ha avuto cosi tanti ministri. Oltre ad avere il presidente del Senato e tutto sommato direi che anche il Presidente della Repubblica è del Pd. Mi dicono – non ho visto cifre – che molta gente si stia iscrivendo al Pd per partecipare ai conflitti congressuali.

Il fatto che ci siano conflitti e litigi di vario tipo non va interpretato come un segno di debolezza. (Del resto, almeno nei sondaggi, mai il Pd era andato così bene come ai tempi del duello Bersani-Renzi).  

Forse dovremmo aggiornare il nostro modo di guardare alle cose. Un partito non ha successo se lavora seriamente ai programmi (ma quando mai?) o se è compatto dietro a un leader (spesso è segno di debolezza) ma se coinvolge tutti nei suoi conflitti, come un film di guerra o un incontro di boxe che conquistano milioni di spettatori.

Personalmente ho altri gusti e interessi politici, ma questo non mi deve portare a giudicare la realtà in modo distorto. Un partito che svolta di 180 gradi sul governissimo e perde solo il 3% – forse neanche – nei sondaggi, sta bene. Il problema – purtroppo per chi ne sentirebbe il bisogno –  è la difficoltà di fare spazio a un altro soggetto o meglio a un altro spazio e ambito politico diciamo di sinistra ( per semplicità) che sia più politico e progettuale di 5 Stelle e meno universalistico- contraddittorio- “un po’ di tutt-istico” del Pd.

Il problema è anche, indubbiamente, lo stato psicologico ansioso e stordito di molti del Pd. Non riescono a vivere bene questa …fase di successo!