La controreplica di Arnaldo Capezzuto, 6 Maggio 2013

Prendo atto dell’intervento del dottor Francesco Salerno, ribadendo che il sottoscritto non ha falsato il significato dei fatti. Come si evince chiaramente dall’articolo – c’è un chiaro virgolettato – non ho mai affermato come falsamente, invece, mi viene attribuito che nella bara del finto rito funebre ci fosse idealmente il sindaco Luigi de Magistris. Ho solo descritto e constato che ad accompagnare il feretro c’era una inequivocabile croce con tanto di foto di Luigi de Magistris, cero e ghirlanda. Non mi sembra cosa da poco visto tra l’altro che il primo cittadino abita con la propria famiglia nelle strade dove è andata in scena l’iniziativa di protesta. Nell’articolo non ho mai citato gli organizzatori della manifestazione. Non li conoscevo. Ho appreso dallo stesso dottor Francesco Salerno che è tra i promotori. Ma – aggiungo – non è il solo. Ci tengo ad evidenziare che lo stesso Salerno è tra gli animatori di un gruppo associativo su Fb chiamato “Cittadinanza attiva” dove nel corso di un intenso dibattito non sono stati risparmiati attacchi violenti e considerazioni pesanti sulla mia persona, sulla mia professionalità e sulla serietà di questa testata. C’è – inoltre – da sottolineare che gli stessi aderenti del gruppo “Cittadinanza attiva” hanno più volte stigmatizzato l’iniziativa del funerale definendola “uno sbaglio”, “macabra”, “di cattivo gusto che ha finito per danneggiare tutta l’immagine di una manifestazione civile”, “da evitare”, “poco civile”. Concludo: piaccia o meno i giornalisti raccontano i fatti così come sono e appaiono esercitando solo e unicamente il diritto costituzionalmente garantito di cronaca e critica. Tutto qui.

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La rettifica di Francesco Salerno, 6 Maggio 2013

In merito all’articolo sulla Fiaccolata di protesta contro il Sindaco tenutasi al Vomero il 22 aprile, raffigurante “Napoli che muore” ritengo gravemente offesi la reputazione e l’onore di tutti i partecipanti alla stessa. L’articolo ha completamente falsato il significato della rappresentazione da noi eseguita che consisteva nell’evocare la nostra città che “muore”, il “Napolicidio”, a causa delle scelte, a nostro avviso, illogiche e dannose, operate dalla Giunta e non certo il funerale del Sindaco, cosa che sarebbe stata assolutamente di cattivo gusto e contraria ai nostri valori. L’intento della rappresentazione era ben evidente a tutti, sia per i manifesti e striscioni mostrati che riportavano le diciture “Hai ucciso Napoli” e “Napoli muore”, sia per le parole pronunciate dallo speaker durante lo svolgimento della manifestazione: “Sindaco, Napoli muore!” ed altre testate come il Mattino, La Repubblica, Il Corriere del Mezzogiorno, il Roma hanno perfettamente compreso il vero significato. Oltre quindi al senso complessivo della manifestazione distorto rilevo, poi, nel corso dell’articolo espressioni gravemente offensive: l’attribuzione alla nostra protesta della qualifica di “intimidazione”, di “minaccia”, o di “messaggio di indubbia mafiosità’”, il riferire di una “regia attenta di entità non meglio identificate” e di “strane facce” che sarebbero state presenti. 
Se il giornalista si fosse informato avrebbe identificato “la regia” nello scrivente, Francesco Salerno, un rispettabile professionista, figlio di un fedele servitore dell’Arma dei Carabinieri, che ha scelto di promuovere tale iniziativa nell’esercizio della libertà di manifestazione del proprio pensiero costituzionalmente tutelata. Il corteo, peraltro, ha avuto carattere assolutamente pacifico alla presenza di intere famiglie con anche bambini al seguito. Se Capezzuto con i suoi articoli vuole combattere la camorra siamo sullo stesso fronte e certamente per la sua attività ha tutta la mia stima. Quindi, affinché la sua azione contro la camorra non perda efficacia e credibilità, farebbe meglio a chiarire che la Fiaccolata del 22 aprile con la camorra non c’entrava proprio nulla. Diversamente si potrebbe pensare che anche lui ha aderito a quella precisa strategia comunicativa, adottata in questi frangenti da una parte politica e da giornalisti schierati, consistente nel tacciare di mafiosità, di ignoranza, o di inciviltà cittadini che decidono di manifestare il proprio dissenso, non accettando supinamente decisioni che modificano radicalmente le proprie abitudini di vita. In tal caso la stima nei suoi confronti verrebbe meno, perché siamo convinti che un tale modo di fare giornalismo, divulgando notizie false, tacciando di mafiosità cittadini che legittimamente manifestano il loro pensiero, non solo non rende un buon servizio alla collettività, ma anzi, compromettendo i regolari meccanismi della formazione delle opinioni, inficia i valori fondanti della democrazia.

Francesco Salerno

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Il post del 23 Aprile 2013: Funerale al sindaco De Magistris. La minaccia è vera, nessuno dice niente, di Arnaldo Capezzuto

Una carro funebre. Una bara. Una croce di legno alla cui sommità compare un cero acceso, al centro c’è la foto del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e nella parte inferiore, in bella evidenza, un fiocco e una ghirlanda di fiori viola in segno di lutto. La macabra manifestazione è andata in scena lunedì sera al Vomero, quartiere d’origine del primo cittadino, non interessato – chiariamo – ad alcun provvedimento di Ztl (zona a traffico limitato)… (Leggi tutto)