Si è spenta a Palermo Agnese Piraino Leto, vedova del magistrato Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia il 19 luglio del 1992. A dare l’annuncio Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, con un post su Facebook: “E’ morta Agnese. E’ andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte”. La donna era malata da tempo. I funerali verranno celebrati domani mattina alle 9 e 30 nel capoluogo siciliano.

“Una donna di singolare esempio di attaccamento e fedeltà alle istituzioni, di grande coraggio e grande forza”. Con queste parole il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ricorda l’ultimo incontro con la vedova di Paolo Borsellino, madre di uno degli assessori della sua giunta. “L’ho incontrata circa tre settimane fa, in ospedale: la lucidità delle sue idee, la determinazione nel condurre una battaglia di giustizia, la voglia di verità contrastava con le condizioni del suo corpo indebolito dalla malattia, vissuta con consapevolezza e dignità. E’ morta una grande donna, un’eroina delle istituzioni che ha vissuto una delle tragedie più grandi che una persona possa vivere”.

“Ricorderò sempre il sorriso della signora Agnese – prosegue il governatore -la sua tranquillità e la sua consapevolezza delle ingiustizie profonde che ci sono nella società siciliana e italiana: la lotta alla mafia come valore da perseguire, come lotta per la libertà. L’idea che la nostra vita ha un senso soltanto se è coerente con i valori. Abbiamo parlato oltre 2 ore l’ultima volta e avrei voluto farlo ancora. Lo farò oggi portandole un fiore, con la promessa di cercare di seguire il suo esempio e quello del nostro Paolo, una donna e un uomo che appartengono a tutti coloro che vogliono credere nella giustizia. Le saremo sempre vicini signora Agnese, così come saremo accanto ai suoi figli, in questo momento difficile di sofferenza, di dolore, consapevoli di avere accanto a loro una grande madre e un grande padre che li guardano dal cielo”.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio ai familiari. “Ho appreso con grande commozione e tristezza la notizia della scomparsa di Agnese Borsellino, degna e ammirevole consorte del grande magistrato divenuto con il suo sacrificio simbolo sempre vivo della lotta contro la mafia. Desidero ricordare di Agnese Borsellino la esemplare sobrietà e misura in tutte le occasioni di pubblica celebrazione della figura del marito, la personale gentilezza e amichevolezza sempre mostrata nei miei confronti. Partecipo con forti sentimenti di vicinanza al dolore dei famigliari, e in particolare del figlio Manfredi, che ha raccolto l’esempio paterno di dedizione e servizio allo Stato”.

Anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha inviato le condoglianze. ”Esprimo l’affettuosa vicinanza mia edella Camera dei deputati ai familiari di Agnese Borsellino. La riservata fermezza della sua battaglia per la legalità, la tenacia con la quale ha reclamato giustizia, ne hanno fatto già da tempo un simbolo della lotta contro le mafie. E’ stata una delle voci dell’Italia che continua a chiedere verità”, ha scritto in una nota.

Un ricordo di Agnese Borsellino è arrivato anche da Anna Maria Cancellieri. “Una donna straordinaria che avevo avuto modo di conoscere e di apprezzare in questi ultimi anni. Una donna che da un corpo fragile e provato dalla malattia sapeva sprigionare una forza morale e spirituale che raramente ho visto. Una donna dolce e mite che sapeva essere intellettualmente intransigente e radicale nel continuare, in altri modi, la lotta alla mafia portata avanti da suo marito e nel sostenere le ragioni della legalità contro quelle del sopruso, della violenza e del malaffare“.

L’associazione nazionale magistrati ha salutato la vedova Borsellino con una nota: “Una donna che seppe accompagnare il marito nelle sue spesso difficili scelte di vita e che anche dopo il suo barbaro assassinio trovò la forza e il coraggio di spendersi nell’impegno civile in difesa della democrazia e della legalità“. L’Anm, “appresa la notizia della sua scomparsa, esprime alla famiglia il cordoglio e la vicinanza di tutti i magistrati italiani”.

Agnese Piraino Leto, figlia del presidente del tribunale di Palermo Angelo, si era sposata con Paolo Borsellino, allora giovane magistrato, il 23 dicembre 1968. Da loro matrimonio sono nati tre figli: Lucia, 44 anni, che oggi ricopre l’incarico di assessore regionale alla Sanità, Manfredi, 41 anni, attuale dirigente del commissariato di polizia di Cefalù, e Fiammetta, di 40.

La vedova Borsellino non aveva mai smesso di ricercare la verità sulla morte del marito. In occasione delle udienze del processo per la strage di via D’Amelio aveva riferito le confidenze e le preoccupazioni di Paolo Borsellino alla vigilia dell’attentato di Cosa Nostra.  In un’intervista aveva raccontato: “Spesso usciva da solo per passeggiare o comprare le sigarette. Non volevano che fossero colpiti i suoi angeli custodi, la sua scorta. Ritengo che mio marito sia stato abbandonato al suo destino di morte. Quando andò a trovare sua madre, dissi che volevo andare con lui, ma mi rispose che era tardi e andava di fretta. Ci salutò come se stesse partendo“.

In una deposizione  rilasciata ai magistrati di Caltanissetta il 27 gennaio 2010  fece conoscere la figura dell’ex generale dei Ros, Antonio Subranni. “Mio marito era sconvolto e mi disse testualmente:  ‘Ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il generale Subranni era punciutu’. […] E tre giorni dopo – aveva affermato Agnese – Paolo durante una passeggiata sul lungomare di Villagrazia di Carini mi disse che non sarebbe stata la mafia a ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere”.

A Caltanissetta è iniziato il quarto filone processuale sull’attentato. Agnese Piraino Leto, che già era stata sentita durante la fase istruttoria, era indicata fra i testimoni principali del dibattimento.