Un commercialista, in politica da 23 anni e un “trombato” alle ultime elezioni, fortemente convinto dell’importanza del finanziamento alle scuole paritarie, saranno i nuovi sottosegretari all’Istruzione del Governo Letta. Con loro, la riconferma di Marco Rossi Doria già vice di Profumo, ex maestro di strada e profondo conoscitore della realtà della scuola italiana, comprese le difficoltà.

Gian Luca Galletti probabilmente le nostre aule le conosce perché ci ha portato i suoi quattro figli ma per il resto della vita ha fatto ben altro che occuparsi di scuola: laureato in scienze economiche e commerciali, è stato assessore al Bilancio del Comune di Bologna; componente dell’Alta commissione di Studio, organo ministeriale per la riforma della finanza pubblica; membro del cda della Cassa Depositi e Prestiti; consigliere regionale e deputato. Insomma nulla che abbia a che fare con programmi scolastici, bambini, pedagogia, aule, amministrazione di un istituto scolastico.

Non mi resta che sperare che almeno da parlamentare abbia dimostrato una spiccata sensibilità per i temi legati all’istruzione per trovare una giustificazione alla sua nomina: tra le proposte di legge fatte come primo firmatario dall’onorevole Galletti spuntano le questioni legate all’ospedalizzazione dei malati terminali; una proposta per la destinazione del 5 per mille; la concessione di una medaglia d’onore e di un indennizzo ai cittadini militari e civili deportati nei campi di concentramento nazisti o ai loro eredi e la proposta di distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche. Nulla che abbia a che fare con la scuola. Forse sarebbe stato meglio che Galletti si occupasse di Bilancio.

Diverso il discorso per il 41enne Gabriele Toccafondi (speriamo che il cognome non sia un programma per l’istruzione in Italia) che nel suo sito vanta la nuova nomina dopo la delusione per la mancata elezione: in Italia, grazie al manuale Cencelli, c’è sempre posto per chi non viene eletto.

L’ex deputato Pdl scrive: “Era il 26 febbraio e da poche ore avevo scoperto che per poco, pochissimo, e per una concatenazione di eventi, non ero rientrato alla Camera. Ieri sera molto tardi un amico mi ha letto il comunicato stampa in diretta e mi informava che ero sottosegretario all’Istruzione. Sono indubbiamente due momenti opposti ma credetemi hanno avuto in comune una ri-scoperta del perché uno fa politica”.

Ops, Toccafondi non se l’aspettava nemmeno lui. Il nuovo sottosegretario conclude il suo post così: “A fine febbraio ripresi uno striscione che accompagna la Fiorentina in C2 dopo il fallimento “Vacillo ma non crollo” per descrivere il momento. Adesso me ne viene in mente un altro: “Da Wembley a Gualdo Tadino, orgoglioso di essere fiorentino”.

Va detto che il dirigente di cooperativa Toccafondi di scuola si è occupato: è stato membro nel consiglio di amministrazione dell’Università di Firenze; è stato fondatore dello Student Office di Scienze politiche dove si è laureato e redattore della rivista universitaria “Malaspada”.

Non solo le sue idee sulla scuola pubblica statale sono chiare: tra i suoi atti parlamentari vi è la proposta di legge per la concessione di un contributo a sostegno delle scuole paritarie in aggiunta ai fondi ordinari del Ministero. Nel suo programma che ha come slogan “Al servizio di tutti, servo di nessuno” scrive: “Da sempre ripeto, anche alzando la voce, che il contributo alle scuole paritarie erroneamente definite private, non è un regalo come invece qualcuno continua a dipingerlo in manifestazioni di piazza, ma un aiuto per garantire la libertà di educazione”.

Speriamo che anche la scuola pubblica statale possa usare lo slogan tanto caro a Toccafondi: “Vacillo ma non crollo”.