Accade che oggi, come ogni anno, arriva immancabile il concertone del Primo Maggio. Bandiere in Piazza San Giovanni a Roma per quello che si annuncia come il solito carrozzone di musica, bivacchi e slogan un po’ retrò. Finalmente potrò anche io dire la mia, prima volta infatti per me nella piazza dei lavoratori (da non lavoratore, ovviamente). Cgil, Cisl e Uil riunite al grido della necessità del lavoro (ci mancherebbe) e, di contorno, una folla stereotipata che ballerà sulle solite note.

In realtà qualcosina di carino c’è. Elio & Le Storie Tese per esempio, col loro inno contro il Primo Maggio (siano benedetti), Max Gazzè, Marta Sui Tubi. Poi nelle noti dolenti l’immancabile Enzo Avitabile (senza di lui il concertone non esiste), Piovani (ma al suo posto poteva esserci Allevi, Bollani o un pianista a caso considerato colto, il tocco chic non poteva mancare) e le tziganate oldstyle. Non si scappa purtroppo dalla solita lineup un po’ così, da compagni che si riuniscono una volta all’anno, a bere birre ed ascoltare musica senza la necessità di pagare un biglietto. Questo senso di comunità in realtà l’ho sempre un po’ invidiato e quindi oggi andrò lì a vederlo, percepirlo, codificarlo. Dalle tre a mezzanotte, e RaiTre con Geppi Cucciari per chi volesse guardarselo comodamente seduto sul divano. Per chi invece è stanco della solita retorica un po’ all’acqua di rose, consiglio una gitarella fuori porta. 

A stasera per una analisi più approfondita della giornata, quando avrò la forza di commentare quel che avrò visto. Nella speranza, ma forse parto prevenuto, che sia meno peggio di quel che mi aspetto. E che soprattutto non distrugga i ricordi dei miei pomeriggi di qualche anno fa quando, dalla tv di casa, non aspettavo altro che questo benedetto concertone del Primo Maggio.