Avevo facilmente predetto su Facebook che il Pd si stava scavando la fossa scegliendo Marini. Se l’è scavata con Marini e se l’è richiusa con Prodi. Due scelte suicide pur di non eleggere Stefano Rodotà. Una tenacia nell’errare pari solo alla miopia, per non usare parole più forti. In rete circola una battuta che rende bene l’idea del Pd attuale: “la Juventus avrebbe un solo modo per perdere il campionato: sostituire Conte con Bersani”.

Non sono mai stato un sostenitore di esponenti della cosiddetta “sinistra”, ma di Rodotà ho sempre avuto invece una grande stima.

Innanzitutto, è una persona che ha lavorato. Non è cosa da poco in un Parlamento in cui c’è gente che ha fatto il politico tutta la vita, che non conosce la realtà, il mondo di tutti i giorni, perché vive in un mondo dorato carico di soldi e di prestigio (creato sul nulla).

E poi Rodotà è un apprezzatissimo giurista, è stato primo Garante della Privacy, e da anni si batte per la difesa dei beni comuni. Una battaglia sacrosanta, su cui tutte le persone con un minimo di avvedutezza (capitalisti o decrescisti che siano) dovrebbero ritrovarsi se avessero un minimo di sale in zucca. Infine, ed anche questo tra i politici è rara avis, pare non avere scheletri nell’armadio.

Ho seguito la battaglia per la nomina del Presidente della Repubblica alla radio. E dopo l’impallinamento di Prodi ho sentito un’intervista ad un esponente del Pd, non ricordo il nome, che, alla domanda “perché non votate Rodotà”, ha risposto che non si vota chi viene scelto dalla rete. Forse questo parlamentare dimentica che la rete è la gente, cioè coloro che hanno inviato lui ed altri a Roma a farsi rappresentare. Ma è chiaro che in realtà voleva dire (chissà perché il linguaggio dei politici bisogna sempre interpretarlo…) “non votiamo chi è suggerito da Grillo”. Dimenticando allora che Rodotà è della sua area, è stato primo presidente dell’allora Partito Democratico della Sinistra, ed è conosciuto ed apprezzato in Europa. Dimenticando altresì che buona parte se non la maggioranza dei votanti Pd ora vorrebbe che si eleggesse Rodotà, così come buona parte della cosiddetta “società civile”. E dimenticando infine che forse, votando Rodotà, si potrebbe anche governare l’Italia. Ma tutto questo evidentemente non importa a questo partito indecifrabile ed oramai sull’orlo della rovina.