Ebbene sì, lo confesso: sono io l’hacker che ha violato il sito del MoVimento. Ma non la prima volta: la seconda. I dieci candidati a Presidente della Repubblica usciti dalle Quirinarie li ho scelti personalmente io: ci ho aggiunto Beppe Grillo giusto per tener fuori Paolo Becchi, che infatti è furibondo.

Tutti gli altri, invece, mi vanno benissimo. Rodotà e Zagrebelsky sono addirittura miei maestri e, se posso dirlo, anche amici: fossi in Parlamento voterei per loro. Neppure Emma Bonino mi dispiacerebbe, nonostante i trascorsi berlusconiani ricordati da Marco Travaglio: per dirne solo una, è lei che ha segnalato all’Unione Europea i privilegi fiscali concessi dallo Stato italiano alla Chiesa.

Se però bisogna fare dei ragionamenti politici, e indicare persone che possano davvero essere elette, la rosa si restringe a due nomi. L’ala inciucista del Pd, e temo anche il segretario Bersani, si starebbero orientando su Giuliano Amato. Ora, se c’è un nome che dividerebbe il paese, e che tradirebbe il vento di novità portato dalle elezioni, è proprio questo: non solo perché è stato il Dottor sottile di Craxi, ma perché la gente, che ha la memoria lunga, ricorda benissimo lo scippo sui conti correnti consumato dal suo governo la notte fra il 10 e l’11 luglio del 1992, una cosa che avvicina l’Italia a Cipro.

Adesso non riesco a ricordare dove, ma tempo fa, su questo blog, mi ero persino chiesto: a chi diavolo può venire in mente Giuliano Amato? Ora lo so. A Berlusconi. L’elezione di Amato sarebbe una catastrofe: pensate solo a un Governo del Presidente, dove però il Presidente fosse lui. Bene, sarò un illuso, e non un realista, ma fra tutte le possibili alternative non riesco a trovarne una migliore di Romano Prodi. Lo stesso Grillo aveva detto che cancellerebbe Berlusconi dalla carta geografica; eppure, molti suoi seguaci – di Grillo, non di Berlusconi, che vede Prodi come i pubblici ministeri – fanno le bizze: in particolare l’ideologo Becchi – ma fare l’ideologo è diventato un mestiere? – che su questo nome ha persino trovato il coraggio di smarcarsi dal Capo, dicendo che preferiva l’attacco hacker. Ragazzi, non scherziamo: Prodi è l’uomo che ha battuto due volte Berlusconi, è stato Presidente della Commissione europea, è un cattolico adulto, non ha fatto porcate. Se vincesse lui, mi leccherei i baffi.

Ora, io non mi permetto di dare consigli a nessuno, meno che mai al MoVimento, la cui polizia informatica ha già proceduto a vari pestaggi nei miei confronti. Ma se fossi in voi, alle prime tre votazioni, con il quorum più alto, voterei un candidato di bandiera, Rodotà o Zagrebelsky andrebbero benissimo, mentre poi a partire dalla quarta, con il quorum più basso, convergerei su Prodi insieme con l’ala non inciucista del Pd e con gli stessi renziani, per non parlare dei tanti altri grandi elettori perbene. E, sogno per sogno, comincerei da subito a pensare davvero a un governo del Presidente: ma del Presidente Prodi.