Al Teatro Valle occupato di Roma si è svolta la prima assemblea della ‘Costituente dei Beni Comuni’. Un'”insolita alleanza” tra giuristi, teatri occupati, forum e reti di associazioni per proporre una nuova disciplina della proprietà pubblica e di tutela dei beni pubblici fondamentali, riprendendo i lavori della Commissione ministeriale presieduta nel 2007 da Stefano Rodotà. Proprio Rodotà, affiancato da altri giuristi e accademici di riconosciuto prestigio come Ugo Mattei, Gaetano Azzariti e Paolo Maddalena, ha aperto i lavori dell’assemblea. “L’espressione ‘Costituente‘ forse è un po’ retorica – ha spiegato sorridendo Rodotà – ma noi vogliamo riprendere un discorso aperto, che non si è fermato alla commissione che ho presieduto, come hanno dimostrato i referendum del 2011. Credo che le istituzioni non rimarranno indifferenti alle nostre proposte, alcune sono già state presentate in Parlamento”. Nella platea che ha riempito il Valle era presente anche un deputato del Movimento 5 stelle, Adriano Zaccagnini, che si è intrattenuto diversi minuti con Rodotà, raccontandogli l’interesse dei parlamentari grillini per il tema dei beni comuni. Il giurista è uno delle dieci candidature “a 5 stelle” emerse dal voto delle “Quirinarie”. Secondo Zaccagnini, “Rodotà è un’ipotesi concreta, una persona validissima, un vero custode della Costituzione”. Sul suo nome si potrebbe trovare un accordo con il centrosinistra? “Se verrà scelto dai cittadini, lo voteremo e ci aspettiamo che Sel e Pd convergano su di lui – conclude il deputato -. Potrebbe aiutare a trovare una collaborazione su un’agenda di governo”  di Tommaso Rodano