Beppe Grillo, chi è costui? Bastano 40 giorni, 77 piazze e altrettanti comizi per farsene un’idea? Chissà, ma Gianluca Santoro e Chiara Burtulo ci hanno scommesso, presentendo il successo che sarebbe arrivato di lì a poco: auto, treno e telecamera al seguito, quelle 77 piazze sono divenute pure le loro. Il risultato? Tsunami Tour – Un comico vi seppellirà, documentario per la regia di Francesco G. Raganato, che sarà visibile il 10 aprile in alcune sale italiane, da Roma a Milano, da Napoli a Genova, e successivamente in dvd + libro con Sperling & Kupfer.

“Un film nato per caso, portato avanti senza sapere bene che fare”, dicono gli autori, con una precisazione d’intenti: “Non ha l’ambizione del film inchiesta”. Viceversa, spiega Raganato, “abbiamo seguito Grillo e i suoi tre scudieri come una comitiva di picari in giro per l’Italia: un viaggio con quattro maschere della commedia dell’arte”. 

Nel documentario prodotto da Todos contentos y yo tambien, Grillo si mostra tra palco e realtà, comizi e interviste ai giornalisti stranieri, la frenesia della campagna elettorale e le (sporadiche) pause, senza nascondersi: “Ho la vocazione a far ridere”, “Mi hanno sempre definito un esorcismo”, “E’ da 25 anni che dico le stesse cose ma ora sono diventato populista e demagogo”, “Chi sono io? Attore, comedian, politico, non si sa. Sono un facilitatore”, “Ci sono politici corretti, non è un problema personale, è il sistema che è marcio”. Ovviamente, non le manda a dire: “L’Europa è fallita nel senso di comunità, solidarietà, sussidiarietà: la moneta unica non serve, non è servita”, “Monti è il nuovo Mastella”, “Gogol (riferimento alla storpiatura berlusconiana di Google, NdA) è quello che ha scritto le loro vite, sono anime morte”.
Poi, la televisione – “Credo che la tv tolga gradimento e punti: è solo immagine, non voce, ed è sempre deleteria”, “Solo una rete per la Rai, le altre due bisogna venderle” – e i processi, i suoi: “Ne ho 26 (86 il totale dichiarato, NdA) più di Berlusconi, e va in tv a fare la vittima quel nano lì…”. 

Accanto al tallonamento quotidiano dello Tsunami Tour (parentesi con Casaleggio, che dopo aver incontrato gli imprenditori trevigiani se ne va e Grillo si rammarica: “Non mi ha salutato”), il documentario inframmezza i contributi analitici di Carlo Freccero, Ferruccio De Bortoli, Udo Gumper e John Hooper e cerca di non cadere nell’agiografia: “Vediamo Grillo – dice la Burtulo – per quanto racconta dal palco, nel rapporto con i giornalisti stranieri, lo scambio con le gente: anche le contestazioni, a cui non si è mai sottratto”. Se per Santoro “Grillo assomiglia a Berlusconi non in termini politici, ma di comunicazione: nello Tsunami Tour ha portato la politica a servizio del suo spettacolo”, l’ultima parola è per Grillo: “Alleanza con Bersani? Assolutamente no, non parliamo di cimiteri: Berlusconi e Bersani sono il passato”.