Una petizione a difesa del pm di Palermo Nino Di Matteo. Per chiedere al Csm di archiviare il procedimento disciplinare contro il magistrato, nei giorni in cui in procura sono state recapitate due lettere anonime che annunciano un attentato mafioso ai suoi danni. L’appello online è stato lanciato dalla rivista Antimafia Duemila. Ed è stato anche firmato dal movimento delle Agende Rosse e da Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso dalla mafia nel 1992. 

Il procedimento del Consiglio superiore della magistratura contro Di Matteo, scrivono i promotori della petizione, “riguarda la sua intervista, rilasciata a Repubblica il 22 giugno scorso, nella quale il magistrato aveva risposto alla giornalista senza rivelare alcun segreto relativo alle telefonate tra Mancino e Napolitano di cui peraltro era stato Panorama.it a parlarne per primo. Secondo il pg della Cassazione, Gianfranco Ciani, Di Matteo sarebbe stato invece colpevole di avere ammesso l’esistenza di tali telefonate ‘seppure non espressamente’. Da qui l’avvio di un’azione disciplinare la cui richiesta di archiviazione è oggetto del nostro appello”.

“Il nostro Paese – continua la petizione – si trova in una delicatissima fase politico-sociale contrassegnata da una forte instabilità governativa all’interno di una crisi economica globale. Parallelamente alcuni magistrati stanno affrontando indagini importantissime su mafia e politica sfociate in altrettanti importantissimi procedimenti penali. Ed è esattamente su costoro che si sta concentrando l’aspettativa di chi chiede giustizia e verità per tutte le vittime della violenza politico-mafiosa. Su questi stessi magistrati si sta condensando ugualmente una forte pressione criminale proveniente da apparati istituzionali “deviati” strettamente legati a Cosa Nostra. Siamo di fronte a quelli che Giovanni Falcone definiva “ibridi connubi” i quali intendono fermare con ogni mezzo la ricerca della verità sulla trattativa Stato-mafia e sui mandanti esterni delle stragi del ‘92/’93. Nino Di Matteo è indubbiamente tra i magistrati più esposti in questo momento. Le recenti lettere minatorie giunte alla procura di Palermo confermano il clima ostile creatosi attorno a lui. I rischi per la sua incolumità sono altissimi”.

Da qui la richiesta al Csm di archiviare il procedimento aperto nei confronti del pm di Palermo. Secondo i promotori dell’iniziativa, “sarebbe un segnale di protezione estremamente importante nei suoi confronti, in antitesi all’isolamento e alla delegittimazione scaturiti da un procedimento che non ha ragione di esistere”.

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