Michele Santoro ha scatenato la rivolta degli utenti sui social network, ma sembra non ascoltare. Continua a invitare pessimi ospiti. Le solite facce. I soliti argomenti. La politica, Grillo, Berlusconi. Sembra che non abbiano altre notizie disponibili da discutere nella riunione di redazione. Gli utenti se ne sono accorti. Soprattutto quelli che hanno investito 10 euro nel progetto “Servizio Pubblico”. E vanno giù duro. La puntata “Aspettando Grillo” ha scatenato un torrente di commenti critici, soprattutto per gli ospiti scelti: Daniela Santanchè, Alfio Marchini, Carlo Freccero (già invitati in altre puntate), Elisabetta Gualmini. Nomi che non dicono più nulla. Anzi.

Ecco alcuni tra le decine di commenti critici sulla pagina Facebook di Servizio Pubblico: “Santoro, perché inviti la Santanché? E’ una personalità? Un politico eccellente? Ci costringi a non guardare più…” (Silvana De Vita). “Sempre peggio. Ridatemi i 10 euro. Non vi riconosco più. Dopo due volte Sgarbi, la Santanché? Ma che fumate? Il cemento armato?” (Cristiano Letttieri). “Ancora la Santanché? Rinuncio…” (Paola Francioso). “Ma basta sta Santanché!” (Stefano Prandeddu). “Eh no cavolo, la Santanché no!” (Sergio Mariella). “Santoro ti ho seguito per tanti anni, ma adesso mi fai venire il voltastomaco. Sgarbi, la Santaché. Ma che schifo! Non ti guardo più!” (Pina Cusimano). “Effettivamente Servizio Pubblico sta scadendo ulteriormente. Sta proponendo sempre più spesso puntate che stimolano la morbosità dei telespettatori, sta diventando un talk show di bassa lega. Praticamente inguardabile” (Giusepe Ravedoni). “Mamma mia che ospiti! Io guarderò il giorno dopo solo l’intervento di Travaglio. Santoro hai perso un telespettatore” (Stefano Laurenti). “Ma basta, Basta! Basta!! E una volta la Santanché e poi la Comi e poi Sgarbi. E Bastaaaa!” (Alessandro Mar).

Gli utenti sono inferociti. Ho filmato l’elenco dei commenti inviperiti, perché è un raro documento di “fact checking”. Dalla valanga di critiche si salvano solo Marco Travaglio e Vauro. Mi chiedo: ma Giulia Innocenzi segnala le reazioni della Rete a Santoro & company? Credo di sì. Lei è brava e preparata. Quindi Michele Santoro – che ha invocato il potere di Internet per raccogliere fondi per la scorsa edizione di Servizio Pubblico – forse dimostra che è legato a una vecchia concezione della televisione. Quella incartapecorita. 

Alcune sere fa ho telefonato a un amico: “Che fai?”, dico. “Guardo il povero Luca Bertazzoni di Servizio Pubblico”. “In che senso?”, domando. “Gli fanno fare sempre lo stesso siparietto. Rincorre i politici che non gli rispondono e scappano. Poverino…”. In effetti, Bertazzoni in ogni puntata fa la stessa cosa. Cerca di far parlare i politici che lo ignorano. E dice sempre le stesse battute: “Onorevole. Una domanda… non faccia così… un attimo… onorevole…”. Anche questo è ripetitività.

Servizio Pubblico avrebbe invece molti argomenti da sviscerare: l’onnipotenza delle banche, l’assenza di una politica ambientale, l’anomalo settennato di Giorgio Napolitano, le aziende che ancora producono ma sono assalite dal Fisco. Solo per fare alcuni esempi. Con questi ospiti, invece, anche a me viene la voglia di guardare altro. 

Voi che ne pensate?

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