Gli incentivi statali tanto criticati da Sergio Marchionne fanno comodo alla Fiat. “Preferisco non averli”, diceva l’amministratore delegato del gruppo alcune settimane fa, spiegando che “drogare il mercato non è una buona cosa, infatti in Italia abbiamo pagato il prezzo per anni interi”. Grazie anche agli incentivi statali partiti dal 14 marzo per i veicoli elettrici, ibridi o a gas, le vendite in Italia di Fiat Group Automobiles sono tornate positive a marzo. Il gruppo ha immatricolato 37.957 nuove vetture, in aumento del 5,33 per cento rispetto alle 36.037 unità segnate un anno fa. A febbraio le vendite del Lingotto erano scese del 16,84 per cento.

Nel mese di marzo la quota di mercato in Italia del gruppo è cresciuta al 28,75 per cento, rispetto al 25,96 per cento di un anno fa e al 28,48 per cento dello scorso febbraio. Positivo, si legge in una nota della società, anche il primo trimestre dell’anno, in cui il gruppo ha immatricolato 103mila vetture, il 9,3 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il buon risultato della 500L – che un anno fa non era ancora commercializzata – e la promozione con la quale è stato possibile acquistare le vetture bi-fuel di Fiat, Lancia e Alfa Romeo con un incentivo almeno equivalente a quello previsto dal governo, “hanno permesso al gruppo di ottenere un risultato positivo”.

Marzo è stato “un mese di forte crescita” anche per il brand Fiat, che ha immatricolato oltre 28mila vetture, il 13,8 per cento in più rispetto all’anno scorso e ha aumentato la quota di 3,5 punti percentuali, attestandosi al 21,5 per cento. Nel primo trimestre del 2013 Fiat ha registrato quasi 78mila vetture ottenendo una quota del 21,9 per cento, 2,6 punti percentuali in più nel confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso.

Il mese appena concluso è stato meno nero del previsto anche per l’intero mercato dell’auto in Italia. Le vendite, dopo una serie di crolli a due cifre, hanno limitato le perdite al 4,9 per cento a fronte di 132.020 nuove immatricolazioni rispetto alle 138.816 di un anno fa e al -17,41 per cento di febbraio. Ma, secondo Federauto, il dato “trae in inganno”, perché “sembra quasi che si sia attenuata la caduta della domanda senza però tenere conto che a marzo 2012 aveva perso il 26,72 per cento rispetto all’anno precedente”.